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Von
Humboldt
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(1767-1835)
Sintesi
da www.ilgiardinodeipensieri.com/storiafil/pancaldi-2.htm
Su
posizioni politiche analoghe a quelle di Schleiermacher, troviamo, almeno in un
primo momento, anche il grande linguista e filosofo del linguaggio W. von
Humboldt autore di un'opera dal titolo "Idee di un saggio volto a
determinare i limiti dell'attivitą dello Stato" (1792), dove, in chiave
schiettamente liberale, ne sostiene il ruolo puramente negativo in rapporto alla
tutela dei diritti individuali. Pertanto anche il campo dell'educazione deve
essere sottratto al suo controllo e affidato all'iniziativa privata, di singoli
o di associazioni come le Chiese. Questo antistatalismo viene in parte mitigato
nel 1809 quando, nominato direttore della sezione del culto e dell'educazione
del ministero degli interni, vara un grande progetto di riforma scolastica per
il regno di Prussia. In essa si attribuisce allo Stato il compito di curare la
preparazione di base, di carattere generale e dall'impronta umanistica (ai
privati viene lasciata la preparazione professionale), cui seguiranno scuole di
cultura di vario indirizzo. Una cura particolare viene dedicata da Humboldt sia
alla riforma dei ginnasi (il cui piano formativo viene basato sullo studio delle
lingue e delle scienze e per i quali vengono introdotti gli esami finali di
maturitą), sia alla formazione e al reclutamento dei docenti mediante esami e
concorsi. Al culmine del sistema formativo si collocherą naturalmente
l'universitą, disegnata secondo un modello organizzativo che verrą realizzato
a Berlino (1810), alla cui fondazione Humboldt dedicherą le sue migliori
energie. Contro la concezione statalista sostenuta dagli idealisti (Fichte,
Schelling e successivamente anche Hegel) che si reggeva su una rigida gerarchia
dei saperi e sul ruolo preminente dei docenti, Humboldt si colloca con
Schleiermacher su una linea pił liberale facendo propria una visione
dell'universitą come centro di ricerca autonomo non tanto (o non solo) per la
formazione di funzionari, quanto per la crescita spirituale della collettivitą.
Questo fine potrą essere realizzato a condizione che lo Stato fornisca i mezzi
e le forme adeguate, e che si instauri una didattica fondata sul confronto tra
posizioni teoriche e metodologiche differenti, in cui il docente sia per lo pił
un punto di riferimento per studenti avviati ed incoraggiati a seguire percorsi
di libera ricerca.