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(1792-1876)
Marchese fiorentino, si occupò di pedagogia dedicandovi numerosi scritti, dai giovanili "La scuola di Padre Girard a Friburgo" (1820) e "Considerazioni intorno a un libro sugli istituti di Hofwyl" (1822), ai maturi "Pensieri sull'educazione".
Bersaglio polemico principale è il cosiddetto "metodismo" (rintracciato negli indirizzi più vari, dai Gesuiti all'Illumunismo), il progetto cioè di formare secondo un modello prestabilito il fanciullo, che al contrario deve essere lasciato libero di svilupparsi autonomamente, soprattutto attraverso approcci indiretti.
Capponi si riallaccia alla tradizione dello spiritualismo agostiniano, sostenendo che autentica educazione è solo quella che suscita le energie interne dell'allievo rivolgendosi al sentimento e alla volontà. A tal fine bisogna però fare ricorso a qualcosa che trascenda l'individuo, gettando le radici nella tradizione sociale in cui egli è immerso. L'educazione infatti può trasformare la società, ma solo se si condensa attorno ad "un'idea primordiale", ad un principio fondante, ad un "pensiero dominatore" che sappia suscitare nell'animo motivazioni profonde, dirigere la volontà e plasmare l'intera vita. In Grecia e a Roma questa idea-guida che ispirava l'agire pubblico e privato era l'ideale civico, mentre nel Medio Evo era l'ideale religioso.
Nell'età
moderna sono cadute tutti gli ideali e perciò sono prevalsi il dubbio e il
disorientamento: solo la religione, secondo Capponi, può svolgere questa
funzione orientatrice e realmente educativa. Ma la funzione pedagogica della
religione cristiana non coincide con quella della Chiesa, che ha preteso di
dirigere le coscienze attirandosi le giuste critiche dell'Illuminismo. Quest'
ultimo ha però prodotto una crisi di valori che, fondati solo sulla religione,
hanno determinato lo smarrimento dei fini dell'educazione, riducendo la
pedagogia a scienza dei mezzi.
Capponi
indica nella "virilità" l'obiettivo del processo formativo: il
fanciullo deve essere stimolato, con l'emulazione e l'esempio, a farsi uomo,
maturo e responsabile, per sottrarsi ad ogni forma di condizionamento sia
interno che esterno. Perciò bisogna evitare di indulgere eccessivamente sugli
aspetti più specifici della natura infantile, ed esercitare l'autorità senza
dissimularla quando è necessario. L'Italia ha bisogno, per risollevarsi dalla propria
condizione di miseria morale e sudditanza politica, di individui così formati:
in tal modo, secondo Capponi, il problema del Risorgimento passa anche
attraverso l'educazione.