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LIBRO V ARISTOTELE
E ARISTOTELICI
Quando A. abbandonò
l'Accademia Plat. era ancora vivo. Quando tornò dall'ambasciata a Filippo trovò
Senocrate a dirigere l'Accademia e allora rifiutò di frequentarla preferendo la
passeggiata pubblica (peripato) nel Liceo. Nacque nel primo anno della XCIX Ol.
(384-3), dai 17 fno ai 36 anni fu sotto Plat., alla cui morte se ne andò (da
Ermia). *M a Calcide dopo aver bevuto l'aconito a 70 anni. Epigr. DL.: "Eurimedonte
sacerdote dei ministri di Demetra era sul punto di accusare A. di empietà. Ma
egli bevve l'aconito e sfuggì all'accusa. Così senza lotta (akonitì) vinse le
ingiuste accuse". Diceva che
dell'*Educazione le radici sono amare, il frutto dolce: essa ha bisogno di 3
elementi: attitudine naturale, studio, esercizio. Gli educati differiscono dagli
ineducati quanto i vivi dai morti. L' *E è un ornamento nella buona sorte, un
rifugio nell'avversa. E' un bellissimo viatico per la vecchiaia. Conseguì
l'eccellenza in ogni campo. Scrisse 445.270 linee, tra cui "Sull'*Educazione".
Divise la filosofia in
teoretica e pratica. La prima a sua volta si divide in fisica e logica (di cui
l' Organon è la premessa). La logica a sua volta ha due fini da conseguire: la
probabilità (facoltà impiegate: dialettica e retorica), e verità (facoltà:
analitica e filosofia in senso stretto). La
pratica si divide in etica e in politica (stato ed economia). Felicità è la
compiuta fusione dei 3 beni: dell'anima, del corpo, esterni(ricchezza, fama,
nobiltà di nascita). Il sapiente
non è immune da passioni (apathès),
ma indulge ad esse moderatamente (metriopathés). L'amore non ha per fine solo
l'unione personale, ma la filosofia; il sapiente amerà *E, parteciperà alla
vita politica, si sposerà e vivrà alla corte di un re. L'educazione
enciclopedica è utile all'acquisto sapienza. Dio è incorporeo, tutti i
fenomeni terrestri sono governati dall'affinità (simpatheia) con i corpi
dell'etere. L'anima, incorporea, è la prima entelechia di un corpo fisico che
ha vita in potenza. L'entelechia è una forma (eìdos) incorporea; l'essere (è
ousìa) è in potenza (katà dìnamin) come una statua è implicita nel bronzo,
ed è in atto (kath'exin) o in realtà completa (entelekeìa) a sua volta
riferibile al possesso-atto (kath'exin p.e. l'anima di uno che dorme) o
all'esercizio reale (kat'enérgeian: p.e.l'anima dell' uomo sveglio). Chiama
corpo organico quello finalizzato al conseguimento di un fine.
Principale dei suoi discepoli fu Teofrasto.
V,ii TEOFRASTO.[...-287/6:primo successore di
Arist. nel Peripato; tendenza naturalistica(botanica)]
Di Ereso, seguì Plat. ed
Arist., succedendogli nello scolarcato quando lo stagirita si ritirò a Calcide
(CXIV OL. 323). Fu maestro del comico Menandro. Amava la conversazione (philòlogos):
2000 alunni frequentavano le sue lezioni. Adottò il termine
"scolastico". L'originario nome Tirtamo gli fu modificato da Ar. perché
il suo stile aveva qc. di divino. Si innamorò di Nicomaco figlio di Ar. *M
85enne, dopo essersi lasciato andare sul lavoro. Epigr DL.: "L'arco della
sapienza rallentato si spezza. Chè T., fino a quando fu dedito alla fatica,
conservò intatto il corpo, ma appena si rilasciò le sue membra vennero meno e
morì."
*M Detto questo (v. qui msg) ai
suoi, morì. Suo messaggio estremo:
"La vita rivela che molte gioie sono mera parvenza. Ché noi quando
cominciamo a vivere, allora moriamo. Nulla pertanto è più nocivo della smodata
ambizione. ... La vita è più vana
che utile. ... Scegliete voi stessi la linea della vostra condotta".
Moltissimi scritti per 232.808 linee tra
cui "Dell'educazione del re", "Del sofisma Il mentitore",
"Dell'*Educazione dei fanciulli", un altro tratto con lo stesso
titolo, "Dell'Educazione o della virtù o della temperanza".
V,iii STRATONE.[>328-269/8:scolarca del
Peripato dopo Teofrasto scienziato (o phisikòs), leva da Arist. i residui
platonici: non horror vacui, bensì spazio come *vuoto discontinuo. Oltre
il mondo (finito) c'è il vuoto?L'anima occupa lo spazio tra le sopracciglia ]
di Lampsaco, successe a
Teofrasto nella CXXIII Ol (288-84) per 18 anni, fu chiamato il
"Fisico" per l'analisi della natura, scienza più antica e più grave
di tutte le altre. Scrisse 322.420 linee, tra cui "Dei sogni". *M
epigr DL "...lottando sempre con le malattie, muore senza saperlo, senza
neppure accorgersene".
V,iv LICONE.[inizio III sec. a.C: lasciò
decadere l'attività scientifica della scuola, a vantaggio della tendenza
mondana]
Dalla Troade, successore di
Stratone per testamento; scolarca per 44 anni ad iniziare dalla CXXVII Ol
(274-70), eloquente (detto "glicone",
il soave) e sommamente adatto all'*Educazione dei fanciulli, dispiegò la sua
intelligenza nel campo della pedagogia.
*M 74enne dopo aver sofferto di
podagra. Epigr DL "...Morì di gotta, mi meraviglio di ciò: che lui che
prima poteva camminare solo con gli altrui piedi, in una sola notte percorse la
via così lunga dell'Ade".
V,v DEMETRIO.[350-<307 a. C.:
"giusto mezzo" in politica. Governò Atene (vi fece il primo
censimento noto) sotto controllo di Cassandro]
Nacque al Falero, iniziò
l'attività politica ad Atene nel 324. Per il fascino della sua eloquenza prima
fu onorato di decine di statue dagli ateniesi, poi condannato a morte in
contumacia. *M epigr DL "Un serpente uccise il saggio D. con molto impuro
veleno, non luce vibrando dagli occhi ma tenebrosa morte". *E I giovani
devono rispettare a casa i genitori, nelle vie coloro che incontrano, nella
solitudine se stessi. I veri amici accorrono nella prosperità solo chiamati,
nell'avversità spontaneamente.
V,vi ERACLIDE.[Eraclìde, 390-310 a. C.:per
primo ipotizza la rotazione dei pianeti attorno al sole - il quale però ruota attorno
alla terra (punto questo fatto cadere da Aristarco; la tesi pianeto-rotatoria fu
espressamente ripresa da Tyco Brahe e da Copernico]
Di Eraclea del Ponto. Udì
Speusippo, pitagorici, e ammirò Plat., infine ammirò le lezioni di Ar. Scritti
eccellenti per stile, tra cui *E
"Insegnamento della retorica o Protagora". *M Epigr DL "Volevi
lasciare agli uomini, o E., la fama che appena morto ti mutasti in un serpente
vivo. Ma t'ingannasti o scaltro, ché la bestia era realmente un serpente, ma tu
ti rivelasti bestia, non sapiente". Con lo stesso nome vi fu un medico di
Taranto della corrente empirica.
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