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Libro IV PLATONICI

IV,i SPEUSIPPO[40..-339:Plat. ne era zio materno. Si dedica alla "divisione" = definizione di concetti]

Successe a Plat., cui fu sempre fedele e delle cui opere cercò di cogliere i principi unificatori, come scolarca nella CVIII Ol. (348-44) per otto anni, sue uditrici anche le due discepole di Plat. Lastenia e Assiotea (v). *M colto da paralisi (aveva chiesto a Senocrate di sostituirlo) gli pesò l'atteggiamento di Diogene che gli negava il saluto ("Non posso ricambiare il saluto a te che sopporti la vita in tali condizioni"), alla fine disperato si tolse spontaneamente la vita. Epigr. DL: "Se non avessi saputo che S. volle morire così, nessuno mi avrebbe indotto ad affermare che in lui scorreva sangue platonico; ché per un motivo così futile mai si sarebbe lasciato mmorire di disperazione." Secondo Plutarco morì di morbo pedicolare, secondo Timoteo infiacchito dalle debolezze. 43475 linee di co mmentari e dialoghi.

IV,ii SENOCRATE...-314/5:platonico. Primo a tripartire la filosofia in Logica Fisica Etica (in nuce nel platonismo)]

di Calcedone, accompagnò anche Plat. una volta in Sicilia. Tardo d'ingegno. Scolarca dopo Speusippo in Accademia per 25 anni a cominciare dal secondo anno della CX Ol. (339-38). Venduto una volta dagli ateniesi perché non poteva pagare la tassa di metecio, fu riscattato da Demetrio Falereo. L'etera Frine non riuscì a conquistarlo ("non uomo ma statua ho trovato a letto"), e Laide (messagli a letto dagli alunni) gli tormentò inutilmente il sesso. Era indipendente e bastava a se stesso. Moltissime opere per 224.239 linee tra cui *E  "Del fanciullo" e "La virtù si può insegnare"

IV,iii POLEMONE[metà 300-269:virtù=vita secondo matura]

ateniese: piombato giovane ubriaco nella scuola di Senocrate, che stava trattando della moderazione, si lasciò conquistare piano piano e si dedicò allo studio fino a succedere al maestro - cui fu sempre fedele -  nello scolarcato, nella CXVI Ol. (316-12). *M vecchio di consunzione. Molti scritti.

IV,iv CRATETE

ateniese, alunno- amasio di Polemone, gli successe come scolarca, ebbero piena identità di vita e pensiero. Molti libri. Suo alunno Arcesilao, che per lui lasciò (la scuola di i)  Teofrasto.

IV,v  CRANTORE

Di Soli. 30.000 linee di commentari. Compagno di studi di  Polemone, cui premorì, giovane *M di idropisia  ("la più terribile malattia" Epigr. DL). Suo amasio Arcesilao.

IV, vi  ARCESILAO [315-240]

Di Pitane nell'Eolia. Iniziò l'Accademia di mezzo. Fu il primo a sospendere i giudizi, ammettendo le contraddizioni degli argomenti. Abbandonò la scuola di Teofrasto per seguire Crantore, insieme al quale visse . Fu scolarca dopo Cratete. Seguì sia Plat. che Pirrone. Conviveva con cortigiane. Godeva dell'amore dei giovani e perciò fu chiamato "corruttore dei giovani e maestro di sconcezze", ma rispondeva citando Aristippo. *M 75ennne con la mente stravolta per avere bevuto eccessivamente vino non mescolato. Epigr. DL "...non tanto per la  tua morte  ti compiango, quanto perché, alzando la coppa senza misura, facesti violenza alle Muse".

IV, vii  BIONE[I metà III sec. a. C.: primo girovago dei discorsi (in senso umoristico- popolaresco: diatribai) filosofici cinico- stoici]

Boristenita di nascita, venne giovane in Atene alla morte del retore che l'aveva acquistato. Chi è maggiormente tormentato da angustie? "Chi aspira alla massima felicità". La  vecchiaia è il porto dei mali, ché in essa trovano rifugio tutti i mali. Gran male è il non saper sopportare il male.  La via dell'Ade è facile: vi si va con gli occhi chiusi in ogni modo. Tanto prevale sulle altre virtù la prudenza, quanto la vista sugli altri sensi.  All'inizio aveva seguito l'Accademia con le lezioni di Cratete, poi indossò mantello e bisaccia, cioè si volse alla dottrina cinica, aderendo al principio fondamentale dell'insensibilità (apàtheia), poi seguì Teodoro l'ateo (sofistico) quindi il peripatetico Teofrasto. "Sono comuni i beni degli amici", ma nessuno volle farsi suo discepolo. *M a Calcide dopo malattia che richiedeva infermieri, prendendo amuleti e ritrattando l'ateismo. Epigr DL "...Stolto, che voleva con piccola mercede comprarsi il favofe degli dei, come se essi esistessero solo quando a Bione faceva comodo credere nella loro esistenza".

IV,viii  LACIDE[Lacìde, metà III sec. a. C.:interpretazione scetticizzante del platonismo]

Di Cirene, fondò la Nuova Accademia (da lui detta poi Lacidea) e successe ad Arcesilao, consegnò in vita lo scolarcato a Telecle ed Evandro, cui succcesse Egesino e poi Carneade.  Dopo avere iniziato lo scolarcato nel quarto della CXXXIV Ol. (241-40) diretta per 26 anni, *M di paralisi provocata dall'eccessivo bere.

IV,ix  CARNEADE[214/3-129/8 a. C.: iniziatore in Accademia dell'indirizzo probabilistico innestato sulla tradizione scettica. Critica gnoseologia, divinità (rifiuta l'antropomorfismo in teologia) e fato stoici]

Di Cirene. Studiò bene gli stoici e Crisippo (che contestava). *M di veleno, dopo aver udito che Antiòpatro l'aveva fatto (prima diceva "la natura che mi compose mi scioglierà").

IV,x  CLITOMACO[187/6-110/9 a. C.:staccatosi da Carneade, fondò una sua scuola]

Di Cartagine, venne in Atene quarantenne alunno di Carneade. Scrisse 400 libri. Successa a Carneade. Ebbe un posto eminente tra gli Accademici discendenti da Plat..

 

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