Torna all'home page | Filosofia Antica
III, PLATONE[luglio 427-347; per ulteriori dati vedi Platone]
Ateniese, nacque nella LXXXVIII
Ol. (428-25). *M mentre prendeva parte a un convito nuziale a 81 anni, primo
anno CVIII Ol. (347). Fino a 20 anni scolaro di Socr., poi fino a 28 dai
megarici (Euclide), poi in Italia dai pitagorici, poi in Egitto dai profeti
(compagno - si dice - di Euripide che fu guarito dai sacerdoti con la cura del
mare e quindi cantò "Lava il mare tutti i mali degli uomini"). A
causa delle guerre d'Asia non riuscì ad incontrare i Magi, e fu costretto a
tornare in Atene nell'Accademia. Seguiva Eraclito per la teoria del sensibile,
Pitagora per la teoria dell'intelligibile, Socr. per la filosofia politica.
Aveva ricevuto da Dionisio (il vecchio) molti soldi, e scrisse poi a Dione di
procurargli gli scritti pitagorici di Filolao. Una seconda volta venne da
Dionisio il giovane, per chiedere terra e uomini che vivessero a norma della sua
costituzione, ma non mantenne la promessa.
Fu il primo a introdurre un
discorso con una domanda e a introdurre i termini antipode, elemento,
dialettica, qualità, superfici piane, provvidenza divina. Schernito dai comici:
"Uno è nulla, due a mala pena uno, lo afferma Plat.".
Amò Fedro (cui dedicò il primo dialogo), Agatone e altri. Avversò
Aristippo. Secondo Aristosseno la "Repubblica" è un plagio da
Protagora. *M di ftiriasi (pidocchi?). Sepolto nell'Accademia, dove aveva fatto
magistero e da cui prese poi nome
la sua scuola. Suoi discepoli Speusippo ateniese, Arist. stagirita, Dione di
Siracusa, Senocrate calcedone, Filippo di Opunte, Eraclide Pontico e parecchi
altri, tra cui due donne: Lastenia di Mantinea e Assiotea di Fliunte che
indossava abiti maschili. (F)emminismo. Si parla anche di Teofrasto, e
Licurgo come suoi uditori.
Nelle dimostrazioni si serve
del metodo induttivo, cioè nel partire da alcune verità e nel pervenire, con
logica aderenza, al vero che è simile a loro. Due vie di induzione: o si
dimostra il particolare ricercando per mezzo del particolare (forma retorica) ,
oppure si dimostra l'universale per mezzo del particolare (forma dialettica). Il
primo dialogo della prima tetralogia è l'Eutifrone, dialogo esperiente. Spesso
usa termini differenti per lo stesso significato: p. es. per l'idea usa:
eìdos (forma), gènos (genere), paràdeigma (archetipo), arché
(principio), aìtion (causa).
La sua dottrina: l'anima è
immortale e trasmigra in altri corpi, ha origine aritmetica, mentre il corpo ha
origine geometrica. L'anima è idea del soffio vitale ovunque diffuso: la parte
razionale è nella testa, la passionale nel cuore, l'appetitiva nell'ombelico e
fegato. Diramandosi per tutto il corpo, divisa ad intervalli armonici, forma due
circoli congiunti tra loro, l'uno è il circolo interno sinistrorso, l'altro
esterno - che ha il primato - muove verso destra e provoca la formazione
dell'opinione, mentre il circolo interno forma la scienza. Due sono i principi
universali: dio (mente, nous, causa, aìtion) e materia (informe, illimitata,
genera i composti), un tempo caotica, poi messa in ordine in un unico luogo dal
dio. La materia si converte nei 4 elementi: il fuoco (sua forma è la piramide),
l'aria ottaedrica, acqua
icosaedrica, terra cubica: perciò ognuno dei 4 elementi non può trasformarsi
nell'altro. Vi è un solo mondo
creato, fatto da dio in modo che possa essere percepito dai sensi, è sferico.
Di tutto è autore dio, cioè il massimo benefattore, idem il cielo: difatti le
cose più belle del creato sono dovute alla più eccellente delle cause
intelligibili. Il (T)empo fu creato come immagine dell'eternità: l'universo
sempre permane, ma il tempo
consiste nel moto del cielo, perciò senza la natura dell'universo il tempo non
esiste. L'universo è del tutto un essere animato, perché legato ad un moto
animato.
Vi sono due cause, una di
ragione, l'altra necessaria (costituita da aria fuoco terra acqua che sono - più
che elementi - ricettivi di elementi). Tutta la materia si riduce a triangoli
scaleni ed isosceli. La materia è informe, ma quando riceve l'idea dà luogo
alle sostanze. Le due cause (dio e materia) esistevano anche prima della
creazione. Le idee sono i principi dell'essere il mondo quello che è. Dio,
l'anima, è incorporeo.
Nella pratica il fine è
rendersi simile a dio. I beni sono
o nell'anima (giustizia prudenza fortezza temperanza) o nel corpo (bellezza,
sanità, forza, buona complessione fisica) o esterni (amici, ricchezza,
prosperità patria). Anche la scienza si tripartisce in pratica (politica,
auletica, citaristica) produttiva
(costruzioni navali p.e.) e teoretica (geometria armonia astronomia).
La legge si divide in scritta
(p.e. quella delle città) e no scritta (o costume tradizione , p.e. non
circolare nudi). Doppia anche
l'origine della nobiltà: o da antenati, o da propria individuale probità e
onestà.
L'anima si tripartisce in
razionale(causa del pensiero - virtù prudenza), appetitiva (causa del
desiderio e istinti - virtù fortezza), irascibile (causa sentimenti piacere
dolore collera - virtù temperanza). La virtù della
giustizia è la causa del giusto comportamento interpersonale.
La felicità consiste di 5
parti: *E - saggezza del consiglio, - sanità fisica sensoriale - successo nelle
azioni, - reputazione eccellente tra gli uomini,
- ricchezza di mezzi utili alla vita.
Triplice la ripartizione della arti: - produttive (scavare, tagliare alberi..),
-trasformativa (falegname), - arte che usa i risultati delle prime due (come la
musica si serve degli strumenti sonori).
Delle cose alcune sono
divisibili (le sillabe, gli animali, l'oro) altre indivisibili (l'unità, il
punto, il suono) perché semplici.
-------fine---------