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LIBRO I - I SAPIENTI (σοφοί, precedono i φιλόσοφοι)
Proemio.
Alcuni (Arist., "Magico"; Sozione, "Successione
dei filosofi") dicono che i barbari iniziarono la filosofia: i Magi tra
i Persiani, i Caldei presso Assiri-Babilonesi, Gimnosofisti presso gli Indiani,
Druidi presso Celti-Galli. Il
tracio Orfeo non ebbe remora ad attribuire agli dei ogni umana passione.
Gimnosofisti e druidi filosofavano
per enigmatiche sentenze, i primi attraverso il disprezzo per la morte, i
secondi attraverso astronomia e predizioni. I Magi ponevano nel fuoco- terra-
acqua la sostanza delle cose, ritenevano empia la cremazione, pio il
congiungersi con madre e figlia (Sozione) (v. anche Crisippo i). Praticavano
divinazione, veste bianca, letto di foglie, cibo di erbaggi- cacio- pane
ordinario. I Magi (Arist., Della filosofia) ammettono due principi: il demone
buono Zeus-Oromadse, il cattivo Ade-Arimanio. Credevano nella resurrezione e
continuità nel tempo del mondo per le loro preghiere. Ecateo attesta che per
loro gli dei erano stati generati. Per Clearco di Soli (Dell'Educazione)
i Gimnosofisti discendono dai Magi. Per gli Egizi la materia fu il principio del
mondo, da cui si staccarono i 4 elementi e i viventi: gli dei sono il sole
(Osiride) e la luna (Iside), il mondo è generato, corruttibile, sferico,
l'anima persiste dopo la morte in altri corpi, tutti i fenomeni hanno
un'interpretazione naturalistica (le piogge avvengono per mutamenti
atmosferici). Divina è la giustizia (Ermes), divini sono gli animali utili: con
loro nascono geometria- astronomia- aritmetica. Furono ritenuti i sette
sapienti: Talete Solone Periandro Cleobulo Chilone Biante Pittaco.
Ma l'inizio storico della filosofia si ebbe con Anassimandro (discepolo
di Talete, filosofia ionica - termina con Crisippo e Teofrasto), l'altro
Pitagora (scuola italica - termina con Epicuro).
I,i TALETE
Bandito dall'originaria Fenicia
(da cui derivano i nobili discendenti di Cadmo e Agenore) con Nileo, ebbe
cittadinanza a Mileto. Scoprì l'Orsa Minore, predisse eclissi, fissò i
solstizi d'inverno. Attribuì l'anima anche agli esseri inanimati deducendolo
dalla calamita. Dall'Egitto portò la geometria; quando trovò il modo
d'inscrivere nel cerchio un triangolo ortogonale, sacrificò un bue (altri
attribuiscono il fatto a Pitagora). Visse in remota solitudine, lontano dalla
vita politica. Misurò le piramidi dalla loro ombra osservandole quando la
nostra ombra è della stessa grandezza del nostro corpo. Si tramandano queste
sentenze: la cosa più grande lo spazio, la più veloce la mente, la più forte
la necessità, la più saggia il tempo. La morte in nulla differisce dalla vita.
"E tu allora perché no muori?" gli si diceva; "Perché non vi è
differenza", rispondeva. Cos'è la divinità? "Quel che non ha
principio né fine". "Chi è felice?" "Chi è sano di corpo,
ricco di risorse spirituali e ben educato *E di natura.". Morì (M)
oppresso dal caldo, dalla sete e dalla debolezza. [II,4: Anassimene a Pitagora:
"T. ... vecchio se ne va,
vittima di un ingrato destino: di notte come suo solito, insieme con la sua
serva, osservava gli astri e ... tutt'intento alla contemplazione, si sporse
sull'orlo di un precipizio e cadde"]. Di lui è il motto "conosci te
stesso" (che Antistene nella "Successione dei filosofi"
attribuisce a Femonoe).
I,ii, SOLONE [640/30-560/59:primo
legificatore dell'Occidente]
Di Salamina. Introdusse il
riscatto dei corpi e dei possessi. Oltre a leggi, scrisse 5000 versi. Apoftegma
"Nessun eccesso". (M) "Mi colga a ottant'anni il destino di
morte", così aveva modificato l'espressione di Menandro, e morì in Cipro
a ottant'anni, ov'era emigrato perché aveva visto l'inarrestabile ascesa
tirannica di Pisistrato.
spartano. L'uomo si distingue
dagli animali per la preveggenza del futuro.
Partecipò alla LV olimpiade (560-57) o LVI (556-53). (M) Morì vecchio
per l'emozione dopo aver abbracciato il figlio tornato vincitore olimpionico di
pugilato. Apoftegma "Se dai
una garanzia, il danno è vicino".
di Mitilene, discendenza tracia.
"Non dire prima ciò che intendi fare: ché non riuscendovi sarai
deriso". Fiorì intorno alla
XLII Ol. (612-09), (M) nel terzo anno della LII Ol. (570) oltre i
settant’anni. Tumulo "Con le sue lacrime questa sacra Lesbo che lo generò
piange P. defunto". Apft: "Conosci l'opportunità". Fu chiamato
piedipiatti, spaccone, panciuto, sordido.
I,v, BIANTE[fine VII sec a.C.: figura del
"giudice saggio"]
Tumulo: "B., nato dalla
nobile terra di Priene, degli Ioni ornamento sovrano, questa pietra copre".
(M) morì vecchio dopo aver difeso un amico in tribunale e aver abbracciato il
nipote. Apft: La massima parte degli uomini è malvagia.
di Lindo o della Caria. 3000
versi. Ebbe contatti con la filosofia egiziana (M) di settant'anni. Apft:
"Ottima è la misura".
Esigeva l'*Ed. anche dalle vergini. Curava esercizi del corpo, l'udire piuttosto
che il parlare, dominare il piacere, nulla fare con la violenza, educare i
figli. Apft: "Ottima è la misura".
I,vii, PERIANDRO[primo 600-585:annoverato tra i
sette savi]
di Corinto. *M ottantenne nella
XLIX Ol. (584-81). "Il guadagno è vergognoso, la democrazia superiore alla
tirannide". Fu tiranno per 40 anni. Fece uccidere i costruttori dal suo
sepolcro da una coppia di sicari, che a sua volta comandò venissero uccisi da
altri 4, e questi da altre coppie, e infine incappato in uno di tali sicari, fu
a sua volta ucciso. Apft: "lo zelo è tutto".
I,viii, ANACARSI LO SCITA[metà V sec.- ?:leggenda
ionica]
Di madre greca, venne in Atene
nella XLVII Ol (591-88). Morì in Scizia (dove propagandava il modo di vivere
greco) colpito a caccia da una freccia del fratello. "domina la lingua, il
ventre, il sesso". Inventore dell'ancora e della ruota del vasaio.
della Laconia (Chene). Le
parole si compiono solo con le opere. *M di novantasette anni. Di tutti gli
uomini il più saggio.
I,x EPIMENIDE[inizio- fine VI sec.:
sacerdote in Atene fine VI sec. Teogonia: 2 principi (aere + notte) da cui
Tartaro: dalla mescolanza di queste tre nature vengono: Titani e Uovo del
mondo].
da Cnosso. Dormì 57 anni
durante la missione (per il padre) di recupero di una pecora, né si accorse del
tanto dormire. Giunse in Atene nella XLVI (595-92) ove fece cessare la peste con
sacrifici di pecore. 5000 versi di teogonia, 6500 su Argonauti, più prose.
Primo costruttore di templi.
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