LIBERAZIONET
il settimanale satirico online
28 settembre 2003 - Anno VIII, n.366

Sommario


TEA-TIME!

Un tranquillo pomeriggio con tè e pasticcini nella villa di Arcore può rapidamente trasformarsi in crisi diplomatiche o di governo.
O il tipo di tè preferito da Berlusconi (che porta con sé anche nelle trasferte all'estero) è un allucinogeno, oppure Berlusconi, oltre ad avere la moglie pacifista (e che la da ai comunisti), ha pure un figlio anti-proibizionista che gli nasconde le bustine di hascish e marjuana nella confezione da 20 del suo tè.
E il pover'uomo, ignaro, si droga sotto gli occhi di Fini e di Girolamo Minchia.


Bossi, l'ultimo ospite che lo è andato a trovare a casa per un vertice fra "saggi" della futura Costituzione Devoluta, ne è uscito più sconvolto del solito, tanto che la sera stessa, quando si è fatto intervistare in diretta da Radio Padana, gli effetti psichedelici del tè non erano stati ancora assorbiti.

E così Buttiglione è diventato un "vecchio democristiano ladro da fucilare" e da "prendere a calci nel culo", Casini un frogio extracomunitario da "ributtare in mare a cannonate" e Follini (il segretario del Mulino Bianco, ndr) un biscotto da ..."affogare" nel buon tè di Berlusconi.

Nell'elenco di quelli da fucilare, oltre a Buttiglione, c'ha messo pure gli ex-comunisti (tra i quali dovrebbero figurare anche i vari Ferrara, Bondi e Ombretta Colli) e i socialisti, compresi i "tangentomani" Pillitteri, Craxi senior e junior, la Boniver ("la bòna" a cui voleva far assaggiare il suo "manico"), Gianni De Michelis.
Se non erriamo, quel partito lì era frequentato molto anche dai fratelli Berlusconi, da fucilare doppiamente perché, è risaputo, discepoli della dottrina di un "vecchio democristiano" come Alcide De Gasperi.
In tal caso, faccia pure.

 

NON LO DISTVAETE!

 

LA VOCE DELL'ARMADIO

Nei momenti di crisi, le madonne piangono sangue, le statue di Padre Pio lacrimano dai gomiti e l'armadio del Quirinale parla.
Infatti, secondo una nota diramata dall'ufficio stampa della Presidenza, in questi giorni Donna(?!) Franca è stata disturbata, un paio di volte, nell'ascolto della sua soap-opera preferita dalla "Voce dell'Armadio".
Secondo la Sua testimonianza, proprio mentre Gerry stava per baciare Pamela, dall'Armadio la Voce ha cominciato a farfugliare qualcosa sulle "birichinate dei tifosi" e sulle "preoccupazioni nottambule per i disagi arrecati dal black-out".
Questi fastidiosi rumori di sottofondo hanno fatto arrabbiare Donna Franca che non ha capito cosa Gerry abbia sussurrato in un momento così sentimentale a Pamela; forse che "era incinto"?
Era dalla 3518.ma puntata che aspettava questo momento e quell'Armadiaccio gli ha rovinato il pathos.
Con un Decreto Coniugal-Presidenziale ha perciò promulgato che l'Armadio sia traslocato nella cantina del Quirinale o sennò battuto a qualche asta d'antiquariato.

 

LA "CASA DEI
BUONTEMPONI"

Ebbene sì! lo confessiamo, ci eravamo cascati anche noi nello scherzo che l'avvocato Taormina ha fatto alla "stampa comunista", soprattutto quando ha affermato di "dimettersi da deputato".

Anche se quel posto a Montecitorio se lo è ...guadagnato investendo miliardi in campagna elettorale e in baci a personaggi siculi suoi clienti già dai tempi dei primi megaprocessi, non ci aspettavamo che uno della sua rettitudine morale non mantenesse la parola data in pasto ai giornalisti.

E invece eccoci qua: lui a ridere col suo ghigno sullo scranno e noi, con un mezzo-sorriso, perché in fin dei conti non ci piace fare la figura degli allocchi...
Ma quando non ci vede, ci viene da piangere... Povera Italia!

 

 

LA TOURNÉE DI NEW YORK

Continuano gli effetti deleteri del tè sui freni inibitori del nostro massimo rappresentante nazionale all'estero.
La tournée del cabarettista mattonato si è spostata a New York dove nell'arco di una giornata ha tenuto due spettacoli.
Nel primo, ha avuto l'onore di chiudere i lavori della 58.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite: mentre tutti gli intervenuti lasciavano il Palazzo di Vetro, l'entrée dello chansonnier di Arcore con uno dei suoi pezzi: "A pummarola 'mmericana".

L'interpretazione ha infervorato il pubblico rimasto (gli addetti alle pulizie) che gli hanno chiesto pure il bis.

E così ha continuato con "A pizzetiella mon amour" e "Jammocenne a ccantà una canzunciella nappulitana".
Lo spettacolo ha avuto talmente successo che nel camerino, l'artista è stato avvicinato dal gestore di una "pizzeria-tavola calda" di Little Italy che gli ha offerto un interessante contratto di lavoro come intrattenitore nel suo locale: 100 $ al mese e pizza e té tutti i giorni.

Purtroppo (anche per noi) per impegni istituzionali lo chansonnier ha dovuto - al momento - rifiutare questa allettante offerta e galvanizzato da questo primo spettacolo si è presentato bello carico al secondo appuntamento: al mitico teatrino di Wall Street Musical, l'importante ribalta le cui tavole del palcoscenico sono state calcate da gente come Bob Hope, Dean Martin & Jerry Lewis e George Dabliù Bush.

Qui, oltre al solito repertorio, avendo un po' più di tempo a disposizione, ha voluto deliziare gli spettatori (che, per la verità erano distratti dalle ultime quotazioni in ribasso del brent) con esilaranti battute d'avanspettacolo che, ha tenuto a precisare sono state scritte personalmente da lui e in collaborazione con i fratelli Vanzina. Eccovi qualche esempio.
"Ao' bbòna, facce vedè le zinne!!!".
"A rifattaaa! se monti sur jumbo 'un è che te scoppieno?".
"Li communisti c'hanno tutti le corna, tranne Cacciari che le fa a me, ANFAMONE!!!".
"Dovete da venì adà 'nvestì in Italiaaa, per du' cose: la prima è per le segretarie bbòne, la seconda per er crima de ber tempo, e la terza perchè nun ce sono più li communisti (e quelli che ce sono dicheno che nun zon maj stati e me fanno da portavoceeee)"
(dalla sala:) "Ehi you! but dicitte che erano two cose e you n'agge dette three!"
"Perche jjo sò creativoooo, come la finanza der mj amico Tremonti!"
(e giù risate da sbellicarsi; si chiude il sipario, si riapre e lui fa la passerella e saluta il pubblico con baci ed inchini).

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