Intervista a:

IVAN TOMIC
di Silvia Gonfloni



Nuovo acquisto in casa A.S. Roma e probabile nuovo acquisto di Casalpalocco, dove potrebbe venire a vivere.
Ivan Tomic nasce nella capitale della Iugoslavia, a Belgrado, il 05/01/76. È secondo di due figli, ha una sorella più grande di otto anni che si chiama Yasna.
È giunto a Roma voluto da Mr. Zeman, per coprire il ruolo di centrocampista. Non parla ancora l'italiano, giusto qualche parola, ma presto prenderà delle lezioni. Alto 1,81 cm per 75 kg, Ivan ci ha raccontato qualcosa della sua vita calcistica e non.

Cosa ne pensi di Roma come città e come squadra?


Roma è una bellissima città, ho già visto alcuni monumenti, il Colosseo, Fontana di Trevi, l'Olimpico…sorride…
È bella anche la gente di Roma, calorosa, simpatica.
La squadra? It's wonderful…(è meravigliosa) la Roma è una grande società, ma questo già si sapeva. Mi trovo molto bene, è un ambiente tranquillo, tutti sono uniti e tutti mi vogliono aiutare perché sanno la mia difficoltà con la lingua.


Hai nostalgia del tuo paese e della tua famiglia?

Del mio paese non molto, una città come Roma può farti dimenticare presto da dove vieni…della mia famiglia e dei miei amici ne ho invece molta…Qui a Roma sono già venute a trovarmi mia madre e mia sorella….e la mia fidanzata…

Così sei fidanzato…

Sì…ma è lontana…sorride…scherzo. Si chiama Vesna ed ha 23 anni, anche lei è di Belgrado e stiamo insieme da qualche anno, forse verrà a vivere qui con me quando trovero' casa. Spero di trovarne una proprio qui a Casalpalocco dove ci vivono già molti miei compagni, è una zona molto tranquilla e affascinante.

Parlaci della tua carriera calcistica.

Ho cominciato a dare i primi calci ad un pallone a dieci anni con il Radinicki, ho giocato lì fino all'età di 17 anni, poi sono passato nelle file del Partisan Belgrado per cinque anni, ed ora sono arrivato a Roma con un contratto che scadrà nel 2003.


Hai sempre giocato a centrocampo?

Ho sempre giocato a centrocampo anche se da piccolo mi piaceva stare in porta, ma solo perché amavo tuffarmi, come fanno quasi tutti i bambini quando cominciano a giocare a pallone. Poi però ho sempre giocato a centrocampo, lì rendevo di più….

Capelli rasati biondi, occhi verdi ed orecchino a sinistra, Ivan continua a parlare di sé con molta disponibilità nonostante la difficoltà nell'esprimersi.

Descrivici il tuo carattere. I tuoi pregi e i tuoi difetti. Cosa ti piace fare.

Sono bravo…sorride…timido, e abbastanza introverso, non mi apro subito alle persone che non conosco, mi ci vuole un po'.
Ascolto la musica, la techno in modo particolare, Vasco Rossi e Paola Turci… sorride di nuovo… Come ho un po' di tempo leggo, il mio scrittore preferito è Hermann Hesse. Mi sono diplomato in Informatica e se avrò la possibilità continuerò a studiare qui a Roma.

Gli abbiamo chiesto se qualcuno gli ha già dato in squadra un soprannome?  Sorride e risponde di no. Ma abbiamo saputo che anche a lui i compagni un soprannome glielo hanno già "affibbiato", Paulo Sergio lo ha ribattezzato Schwarz, diminutivo di Schwarznegger.

A questo punto è d'obbligo chiedergli due battute sulla Roma e su Zeman...

La Roma può fare un buon campionato, ci sono ottimi giocatori. Zeman è una brava persona, un ottimo allenatore, davvero molto intelligente.

Le interviste
Somm. Sett.'98 - N° 22
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