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In coperta si balla e si canta mentre la nave sta affondando e imbarca acqua. In breve è ciò che ci sta accadendo.
Nel nostro piccolo (Comitato di Quartiere) cosa ci può capitare?
Cerchiamo di tamponare il degrado assumendo un ruolo di rompiscatole nei riguardi degli amministratori locali e comunali.
Praticamente cerchiamo di migliorare le condizioni del territorio chiedendo, e talvolta ottenendo, migliori prestazioni e servizi dal Servizio Giardini, Vigili Urbani, Ufficio Tecnico, Cotral e così via.
Nel dettaglio, poi, l'elenco si allungherebbe molto.
Tutto questo impegno va in malora se qualcuno rema contro.
Proprio a questo manipolo di cittadini vorremmo mandare un segnale.
Se si continua a ballare in coperta si rischia di annegare oltre a vanificare l'operato di chi tenta il salvataggio.
Ne vogliamo parlare?
È sconsolante sapere che qualcuno si è rubato una panchina del parco, che ha imbrattato muri e panchine, che butta il sacchetto dell'immondizia nei contenitori adibiti a contenere carta e piccoli oggetti (se non se li sono rubati prima i contenitori!).
E che dire di quelli che esportano pezzi di staccionata in legno che delimitano il parco?
Anche qui l'elenco è lungo e provoca solo rabbia e voglia di abbandonare tutto.
Anche il volontariato, notoriamente duro a tirare i remi in barca, mostra stanchezza.
Certamente si è consapevoli che l'analisi del fenomeno non va liquidata in un modo superficiale.
È auspicabile, però, un maggior coinvolgimento delle scuole, delle famiglie e una maggiore vigilanza da parte di tutti.
Un quartiere è anche dormitorio se a questi fenomeni non contrappone una civile reazione e un coinvolgimento collettivo.
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