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I comici fanno un bel mestiere, far ridere la gente. Farla ridere a crepapelle, facendogli perdere il senno, le inibizioni date dal ruolo che obbliga e riveste ognuno di noi.
Questa razza particolare è paragonabile a quella degli angeli che tutto sanno ma poco possono se non alleviare le pene con le ali, i visi rilassati, paffuti, ridenti anche quando si è autorizzati a piangere.
Davide Dal Fiume, nel suo spettacolo "Tutto bene... ma Però...", accomuna e interpreta le due figure, in un monologo che fa passare il tempo meglio di come si preoccupa il personaggio unico di un monologo che fa ridere.
Cecilio, l'angelo che precede Dal Fiume nello spettacolo e ne anticipa le battute, spiegandone la pochezza ma illustrandole, in modo da suscitare quella risposta che fa scoprire i denti, è il motivo di un ottimo allestimento anche se va a cento all'ora quando non fa sentire il copione, la preparazione, e sfoga l'istinto animalesco del teatrante allo sbaraglio.
Scena del delitto e delle giuste speranze di successo di Dal Fiume, è stato lo spazio di "Scenari paralleli", bel luogo per fruire del teatro in ogni sua applicazione.
Un luogo che però ha dovuto interrompere la programmazione di questa stagione ... per mancanza di spettatori.
Gli stessi che magari si lamentano se il quartiere offre pochi spazi per socializzare e per trascorrere una piacevole serata senza doversi per forza recare al centro di Roma.
A Paolo Perelli, ideatore e gestore dello Spazioteatro Scenari Paralleli, la redazione di Zeus vuole ricordare una frase che qualcuno suole attribuire alla mamma del mitico Enzo Ferrari: non fare del bene (in questo caso al nostro territorio) se non sai sopportare l'ingratitudine.
Ad maiora.
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