Le farfalle sono tornate

di Simone Navarra

Nelle scienze statistiche si afferma che l'intera vita, per una farfalla, è solo la frazione di quella di un uomo, dall'alba al tramonto, non come intervallo quindi, ma come spazio finito, come domanda e subito risposta.
Normali reazioni, lo spettacolo scritto da Nicoletta De Luca, è appunto una farfalla, vola da una storia all'altra, da un personaggio all'altro, con la grazia del frullare istintivo tipico di questo piccolo animale.
La commedia, sotto la regia di Pupo De Luca, miscela ragazzi e ragazze di ogni tempo, di ogni moda, che vestono come negli anni '60, contestano come nei '70, ascoltano musica come negli '80 e dormono come nei nostri tonti '90.
Qui trovano il loro sfogo tutte le tipologie che hanno abitato questi anni vicini e lontani, che siamo noi, sono stati i nostri fratelli, amici, figli. Centrale, per provare a raccontare tutto quel che accade è la prima scena con una schedina che l'esagitato Riky poteva aver vinto e che ha invece dimenticato, tre mesi prima, di giocare.
Il tema di quello che potrebbe essere benissimo un telefilm è questa continua dimenticanza che i genitori devono ricordare, il perpetuo tendersi verso l'amore che le canzoni mettono in rima, i sogni troppo sogni e che solo Freud capisce.
Unica sufficienza stentata è per un assieme che muovendosi con armonia soffre troppo il riscontro del pubblico, il suo consenso.
Chi è sul palco deve sempre tentare e mai provare paura, lo insegnano quelle farfalle delle donne.
La trama, che va via comunque felice, come quella musica latino-americana del finalino, permette, alle ragazze di esprimersi meglio dei ragazzi.
Da sottolineare Olivia, la ballerina da discoteca, che oggi si chiama cubista e che in questo caso è una riuscitissima macchietta; Gina, la bigotta che diventa vamp e potrebbe però funzionare meglio; Leucotea, la tipica sorella un po' pazza ma sempre a modo.
Alla guida di tutte queste eroine c'è Amelia, il cui ritratto di scapestrata è quello di una meraviglia che fa innamorare ma che non paga l'affitto, che impressiona senza strafare.
Buon anno, "Loggione".

Le recensioni
Somm. Genn. '98 - N° 15

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