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La commedia giallo-rosa "Arsenico e vecchi merletti" ha inaugurato la stagione del Teatro San Timoteo. È una storia che ha il ritmo delle pagliette, dei biscotti fatti in casa e che viene gentilmente spinta dalle battute, dai doppi sensi e dal continuo movimento sulla scena di apparentemente bonarie ma realmente malefiche ziette, nipoti sempre agitati per qualcosa, poliziotti mai tanto vicini all'azione e mai tanto lontani dalla verità.
Ambientato nell'America che sta tra una guerra e l'altra, con le paure di un secolo ormai finito, dove tutto si fa rappresentare dal sarcasmo di un cupo che non si immagina, i personaggi sono dispersi, allargati, impazziti dal desiderio di diventare Presidente degli Stati Uniti, premio Nobel per la medicina, commediografo.
"Teddy, devi andare a Panama a scavare un'altra chiusa per il canale...", è l'ordine che le protagoniste, Abby e Marta, danno al simpatico e poco sveglio nipote ogni qualvolta avvelenano un pensionante, con quella mistura di "arsenico, stricnina e cianuro".
Il veleno servito assieme al vino di sambuco per non farne sentire l'amaro, lo sgradevole, libera la vittima dal fardello della vita che non piace più, che è senza amore, senza il sapore inebriante di quella loro casa così tranquilla da stare a suo agio in un cimitero.
Le ziette non sono serial-killer, non sono mostri come ben conosce la cronaca di questi giorni, sono solo il presagio di anni che verranno ed in cui c'è poco da ridere.
Ogni cosa, del resto, sembra dire che per stare bene si deve tornare un po' indietro, al gusto della "composta di cotogne" anche se non si sa cos'è, alla giustizia che lascia stare i cattivi per pietà e arresta i cattivi per davvero, alla movenze affettate, al trucco che invecchia.
Questo messaggio semplice è subito recepito dall'Associazione culturale "Il Loggione" che ha visti premiati i suoi sforzi, vista l'affluenza del pubblico, la buona prova di chi ha recitato - Alessandra "Marta" Lazzini su tutti - e il sentimento investito nel costruire un qualcosa che deve convincere ad uscire di casa, a pagare un biglietto.
Bello spettacolo, nel complesso, quello messo in scena con grande mestiere da Pupo De Luca, bell'esempio per un teatro nazionale e in special modo romano che non si rinnova, che continuamente aspetta finanziamenti, spera e non progetta.
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