Vivere sopra
di Simone Navarra

C'è qualcuno che può sempre camminare sollevato di dieci centimetri da terra, su un cuscino d'aria e di rispetto fornito dalla natura, dalla fortuna e dalla soggezione di chi non si sente bello, sexy e alla moda.
Gli attori lucidi e ammirati come modelli Ethan Hawke e Gwyneth Paltrow appartengono a questa sempre invidiata categoria.
Vite perfette, bionde anche se non in tema, anche se con il rischio di essere legati alle bizze dello specchio, del parrucchiere, dell'estetista.
"Paradiso perduto" è il film che meglio rappresenta tutti i vizi della categoria vincente appena descritta.
La sceneggiatura che è la rivisitazione del celebre racconto "Grandi speranze" di Dickens è la boa con la quale il filmino si salva, grazie alla quale si possono sopportare le immagini da copertina, i bambini perfettamente carini ed eccitati, la musica da inserto pubblicitario, il sesso che accende e non si completa mai.
Il cammino lungo quasi quarant'anni di queste due quasi differenze, il povero che diventerà ricco e la ricca che diventerà povera, è omaggiato da un amore che facendo inseguire lei fa invece focalizzare l'attenzione su di lui.
Il benefattore che vale un Oscar, dura al massimo un quarto d'ora e muore su un treno come un pacco postale è lo splendido Robert De Niro, capace di entusiasmare e valere da solo il prezzo del biglietto.
Il finale, scontato come in un telefilm, veste il tutto di una confezione troppo marcata nel trucco, che invecchia falsamente i due attori-modelli-protagonisti e svela in controluce quel che si è appena finito di vedere: un dolcissimo, mieloso ritratto di chi ha i soldi, di chi li può ostentare, di chi è disposto a tradire ogni cosa pur di averli.
Se non si vuole andare così a fondo, ci si può perfettamente accontentare delle forme dei protagonisti, che per quanto riguarda il sesso tornato forte col Viagra, ha nella biondissima ex di Brad Pitt un bel poster da tenere attaccato in camera da letto.

Le Recensioni

Somm. Giu. '98 - N° 20

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