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In una delle tante via Gluck di questo mondo c'è un ragazzo che ha qualcosa di speciale, che ha forza e cervello per vincere qualsiasi battaglia o accidente della vita, ma ha bisogno di qualcuno che gli faccia capire la massima secondo cui siamo tutti utili e nessuno indispensabile.
La storia di Will Hunting - Genio Ribelle è tutta qui, in questa storia semplice di un'adolescenza particolare, di occasioni da sfruttare, amicizie da non perdere e amori da ritrovare.
Gus Van Sant, regista ex maledetto e indipendente, fa emozionare col sogno americano del self made man, che, ben rappresentato, è al contempo eluso da un finale che rimane sospeso sulle storie e sui percorsi dei personaggi.
Il film riesce nelle intenzioni servendosi delle grazie del grunge e fascinoso protagonista Matt Damon, vincitore oltretutto del premio Oscar per la sceneggiatura.
Due buone ore di cinema pongono in risalto, oltre la buona costruzione dell'assieme e la poesia che si recita ma non si dice, il "dramma" di Robin Williams, legato al ruolo del simpatico sfortunato, dell'intelligente incompreso, del creativo perdente e che riesce a essere qualcosa di diverso solo nella scena del parco, su una panchina: facendo sentire che sta provando e sentendo, col risultato che fa veramente provare e sentire.
La ragazza che tutti vorremmo risponde al nome di Minnie Driver, una meraviglia di occhi e un'interpretazione che la farà stare ancora per un bel po' ad Hollywood.
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