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Inizia da questo numero la collaborazione con Simone Navarra, uno degli “eroi” della riapertura del Drive-In, che recensirà in esclusiva per Zeus alcuni film della programmazione del Cineclub Palocco oltre a tenerci aggiornati sulle ultime novità di questa storica sala che nel 1998 compirà 10 anni di attività.
Ovosodo è l'ultimo film di Paolo Virzì, forse la sua opera più completa e matura.
Da La bella vita a Ferie d'agosto il regista toscano aveva utilizzato i termini della commedia per interpretare il quotidiano, la realtà.
Con Ovosodo Virzì inverte la formula, servendosi anche dei genuini ingredienti fornitigli da alcuni azzeccati esordi.
Vent'anni, dalla fine degli anni '70 ai nostri giorni, vengono raccontati attraverso gli occhi smaliziati, svagati e ingenuamente poetici di un bambino che diventa uomo, che è costretto a crescere.
È la vita che scorre in una città piena soltanto di sole, in una famiglia apparentemente disagiata ma realmente unita e con amicizie che fanno sbagliare.
Guardando il film è facile ritrovarsi con gli occhi umidi, per quella ragazza che si è perduta, per quella che non si è baciata e per quelle cose che vanno sempre in un certo modo.
È la contestazione vera, di uno scorrere continuo che fa alzare e correre senza però arrivare.
Questa pellicola fatta di argomenti naturali, semplici, ricchi di sentimenti, a volte vissuti e spesso negati, è un esempio per il cinema, italiano e non, molte volte sovraccarico di volti, seconde letture, falsi montaggi e alla disperata ricerca di senso.
Livorno, questa Livorno, glielo fornisce.
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