OTTOBRE 1979: per la prima volta
l'AXA si mobilita
di Luca Leonardi




Parte prima

"Avete le fogne, avete i giardini: di che vi lamentate? "

Se più di 17 anni fa un intero e "giovane" quartiere si mobilitò, e per la prima volta, a difesa di uno dei più "elementari" diritti dei cittadini, quello all'istruzione gratuita, bisogna, in un certo senso, ringraziare l'allora rappresentante della XIII Circoscrizione, Dott.ssa Sammartino, intervenuta in un'infocata riunione del 1978 organizzata dal Comitato dei genitori della scuola elementare di Via Euripide all'Axa.
L'infelice battuta fu la classica goccia che fece traboccare un vaso pieno di risentimento contro il progetto di smistamento pomeridiano di 4 classi di alunni nella scuola di Via Telemaco Signorini a S. Giorgio di Acilia.
Con 14 classi e solamente 5 aule a disposizione all'Axa, infatti, i doppi turni non bastavano più e il Comune di Roma pensò di risolvere il problema-scuola assegnando a una ditta privata il trasporto delle 4 classi, dall'Axa a S. Giorgio, per la "modica" cifra di circa 160 milioni. D'altronde, i fondi erano già stati previsti in bilancio e la magistratura, a quel tempo, aveva ben altro a cui (non) pensare.
La decisione scatenò la rabbia di tanti genitori, che già da tempo ritenevano la situazione intollerabile (una scuola elementare in muratura all'Axa non è mai esistita e, oggi come allora, i bambini studiavano in prefabbricati), dando origine a un "Comitato di agitazione dei genitori" che ricevette tantissime adesioni di gente, di diversa fede politica, ma unita da un obiettivo comune: evitare un dispendioso e inutile viaggio a S. Giorgio quando gli stessi soldi potevano essere più proficuamente destinati alla costruzione di altre aule all'Axa.
Il Comitato contava poco più di 20 persone tra cui, vogliamo ricordarli, Mirella e Rocco Bambace, Angela Dell'Agnello, Anna e Vittorio Ciani, Giocondo e Olga Coletta, Fiorenza e Toni Ferraro, Maurizio e Alisia Innocenti, Pierluigi e Rosanna Livi, Renata Maida, Sandro Polidori, Alfredo e Mirella Riccardi.
All'inizio il Comitato fu ostacolato, se non addirittura osteggiato, da tutte le forze politiche del tempo, i cui rappresentanti si sentirono in qualche modo "scippati" della rappresentatività di un movimento spontaneo di protesta.
Venivano infatti organizzate, pressoché settimanalmente, riunioni nelle case dei membri del Comitato e, mensilmente, assemblee, nella stessa scuola o in circoli culturali della zona (l'Astrolabio) che, se da una parte si prefiggevano lo scopo di sensibilizzare gli abitanti dell'Axa verso i problemi della scuola, dall'altra cercavano di proporre possibili soluzioni ai rappresentanti degli Enti locali interessati.
Ma il protrarsi dell'agitazione, il continuo rimpallo di responsabilità tra Comune di Roma e XIII Circoscrizione e, dopo l'inizio dell'anno scolastico '79-'80, la netta sensazione che, senza un'azione eclatante, la situazione di stallo non si sarebbe sbloccata, portarono il Comitato, in una decisiva riunione dei primi giorni dell'Ottobre 1979, a decidere, a maggioranza, l'occupazione della scuola.
Già, ma come fare?
Le occupazioni delle scuole o delle università seguono oggigiorno una prassi consolidata, sono generalmente fatte da studenti, si ripetono a cadenza annuale, hanno durata indefinita e terminano con aule lasciate in condizioni disastrose.
Nell'Ottobre 1979, furono invece genitori "alle prime armi" a indire una "Assemblea Permanente", di durata prestabilita 19 giorni, che si concluse con la pulizia dei locali e, addirittura, l'autotassazione per il pagamento della bolletta SIP del telefono utilizzato per contattare i mezzi di comunicazione locali (ve la ricordate ancora TeleMare del regista teatrale Pupo De Luca?).
Dunque, una mattina dell'Ottobre 1979, mentre una quindicina di "mamme dell'Axa", così conosciute per la preponderanza di donne all'interno del Comitato di Agitazione, si presentava, con cartelli.... all'ingresso della scuola elementare di Via Euripide, due persone giravano per l'Axa armate, alla maniera dei Blues Brothers, di auto e megafono per annunciare l'inizio dell'occupazione, mentre le mamme arrivavano alla scuola con i loro bambini. Qualcuna li lasciava in aula e si univa alle "mamme dell'Axa".
Durante l'Assemblea Permanente, infatti, la scuola rimase aperta: insegnanti e bidelli erano presenti e appoggiavano l'occupazione e i bambini giocavano e studiavano, svolgendo attività didattiche alternative (quali ad esempio mostre di pittura con disegni dipinti con prodotti naturali).
Furono quelli gli unici 19 giorni in cui la scuola ebbe un servizio di mensa, con i pasti preparati a casa, raccolta con le auto di volontari e consumati all'interno della scuola (anticipando di molti anni i futuri servizi di Pizza Express...) e, soprattutto, furono 19 giorni in cui un intero quartiere iniziò a conoscersi, a confrontarsi su un problema sentito, seppure in maniera e con modi diversi, dalla quasi totalità degli abitanti dell'Axa.
Nacquero amicizie, cementate da impegno, fatica e unione di intenti, che perdurano tuttora.
E fu un momento importante per la crescita del tessuto sociale del quartiere, ma non furono certamente tutte rose e fiori.
Dopo 16 giorni di assemblea permanente, infatti, anche se più di qualcosa iniziava a muoversi a livello politico, il silenzio e l'assenza di decisioni ufficiali portarono a un'ulteriore mobilitazione del quartiere: il blocco della Via Euripide.



Parte seconda


Dunque, dopo due settimane di occupazione, lo scoramento iniziava a farsi largo tra "le mamme dell'Axa".
Anche se i politici si stavano incontrando per trovare una soluzione al problema della scuola elementare di Via Euripide, nulla trapelava ufficialmente all'interno del Comitato di Agitazione Permanente .
Il silenzio dei rappresentanti delle forze politiche, l'avvicinarsi del 19° giorno (che avrebbe segnato la fine dell'occupazione) e le incertezze sulla sua positiva conclusione portarono a un'altra eclatante forma di protesta: il blocco della Via Euripide.
Era il 16° giorno di Assemblea Permanente: altri tre giorni e, secondo gli accordi presi con le mamme dei bambini destinati alle aule di S. Giorgio, i loro figli sarebbero stati rimandati scuola e la protesta sarebbe dovuta rientrare senza aver sortito alcun effetto pratico. Bisognava tentare il tutto per tutto.
I primi banchi furono spostati alle 8.00 di mattina, insieme alle lavagne e quant'altro avesse potuto impedire il passaggio degli autobus dell'ATAC (08 e 05) e dell'ACOTRAL.
Al blocco della Via Euripide parteciparono in massa, oltre all'intero Comitato di Agitazione permanente, anche il gruppo di genitori, insegnanti o semplici abitanti dell'Axa, che più o meno frequentemente aveva dato sostegno non solo morale all'occupazione, mettendo a disposizione tempo e impegno.
Fra questi Marisa e Guido Anticoli, Stefania Astolfi, i coniugi Berretta, Fulvio e Alberta Compagnoni, Maurizio e Giulio Eluisi, Danilo Innocenti, Lucio e Anna Rita Leonardi, Sante e Teresa Lucchetti, Angela Marullo, Aldo e Rosalba Mondino, Pino e Lucia Perrotta, Walter e Mariella Pellarini, Ennio Reggente, le signore Magalotti, Peterlin e Santececca.
Un auto della Digos controllava che tutto si svolgesse senza problemi: per molti studenti il blocco della Via Euripide fu solo una piacevole occasione per saltare un giorno di scuola.
Molti, dopo i primi attimi di perplessità, andarono ad ingrossare le fila dei partecipanti al blocco, che ebbe una notevole copertura da parte dei media e fece da cassa di risonanza per le richieste del Comitato.
Per altre quattro persone partecipanti, il blocco della Via Euripide fu invece causa di notevoli problemi, culminati con la denuncia dell'allora brigadiere della stazione dei Carabinieri di Acilia per occupazione di suolo pubblico e interruzione di pubblico servizio.
Ci piace ricordare un episodio molto simpatico e sintomo dei sentimenti di solidarietà e di amicizia che regnavano fra i partecipanti all'occupazione: non appena si diffuse la notizia della denuncia, venne spontaneamente organizzata una raccolta di fondi per sostenere le spese di un processo che, fortunatamente, si risolse in seguito, per i quattro accusati, senza spiacevoli conseguenze .
Il successo del blocco portò però il Comune di Roma a discutere tre giorni dopo del problema scuola dell'Axa in Consiglio comunale, in quello che era l'ultimo giorno previsto per l'occupazione.
Il Comitato organizzò dei pullman per portare più di 200 persone a manifestare sotto il Campidoglio, in quella che era l'ultima possibilità di coronare tanti sacrifici e speranze con una decisione favorevole, e a quel punto quasi insperata, del Consiglio.
Dopo un paio di ore di urla, canti, proteste e.... svenimenti, una minidelegazione di manifestanti fu ricevuta dai rappresentanti del Comune e proprio all'interno del Palazzo Senatorio fu loro comunicato, tra l'incredulità prima e le lacrime di gioia poi, che i 160 milioni di fondi stornati dal capitolo di spesa per il trasporto alla scuola di S. Giorgio erano stati invece destinati alla costruzione di un secondo prefabbricato, che avrebbe così evitato spostamenti o eventuali tripli turni.
Per le vie dell'Axa fu subito improvvisata una gioiosa sfilata per festeggiare la felice conclusione di 19 giorni di paure, speranze e lotta per la difesa dei propri diritti.
E il Comitato fu ben contento di dedicarsi alla pulizia delle aule e al successivo controllo che le promesse del Comune non si dissolvessero nel nulla durante il tempo necessario alla costruzione del nuovo prefabbricato. Luca Leonardi

Si ringraziano la signora Angela Dell'Agnello e la signora Renata Maida per la gentile e utilissima collaborazione prestata nella stesura delle due puntate di questo articolo e Lucio Leonardi, che ha avuto la simpatica idea di ricordare su Zeus, a distanza di più di 17 anni, alcuni dei momenti più significativi della vita di questo quartiere.

Notizie dall'AXA

Somm. Dic. '96 - N° 3

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