OTTOBRE 1990 - OTTOBRE 1996
A sei anni dall'alluvione
di Luca Leonardi

Le pioggie delle ultime settimane hanno procurato più di un timore a moltissimi dei residenti dell’Axa, di Casalpalocco e della Madonnetta, in particolare a coloro che, nella notte tra il 18 e il 19 Ottobre di sei anni fa ebbero la sgraditissima sorpresa di svegliarsi nel cuore della notte, trovare le loro case allagate e subire gli ingenti danni causati dall’ondata di acqua e fango riversatasi nei piani bassi delle loro abitazioni.
A distanza di sei anni, vogliamo ripercorrere quanto accaduto, illustrarne le cause (a beneficio soprattutto di coloro che sono venuti ad abitare in zona solo da qualche anno) e soprattutto verificare quali sarebbero le conseguenze di una nuova e violenta serie di pioggie che dovesse abbattersi sul nostro territorio.
Premesso che l’Axa, e in maggior misura Casalpalocco, sono zone da sempre ad alto rischio idraulico (fino agli anni ‘30 Casalpalocco e i quartieri limitrofi erano occupati da una vasta palude, poi bonificata, cui si deve l’origine del nome stesso Palocco, che in alcuni tratti giace alcuni metri sotto il livello del mare), cerchiamo di capire come sia stato possibile che tre notti di pioggia abbiano potuto gettare nel caos più totale centinaia di famiglie.
A nostro avviso, più che di causa specifica si deve parlare di una serie di concause, alcune prevedibili altre no, che hanno contribuito al disastro.
Che il Canale Palocco e il Canale dei Pescatori non siano ormai più in grado di smaltire le acque che, per effetto delle trasformazioni intervenute con l’urbanizzazione, legale ed abusiva, vi affluiscono in quantità e maniera notevolmente superiori a quella originaria, calcolate per servire un territorio a utilizzazione agricola, sono fatti assodati e incontrovertibili.
A questo va aggiunta l’incredibile quantità di pioggia caduta in quei fatidici giorni. Nell’arco di 48 ore, dalle 9.00 del 17 Ottobre alle 9.00 del 19 Ottobre le precipitazioni atmosferiche nella zona raggiunsero i 250 mm (contro una media di 83 nell’intero mese riscontrata negli ultimi 40 anni).
Se si tiene conto che la media annua delle precipitazioni nella fascia medio-tirrenica è di 600-800 mm l’anno, ciò equivale a dire che in due giorni si registrarono più di un terzo delle pioggie che solitamente si distribuiscono nel corso dell’anno.
Le precipitazioni atmosferiche raggiunsero una intensità senza precedenti, fiumi d’acqua mista a fango scorrevano nelle vie impregnando i giardini e penetrando nelle sale hobby, la gente veniva svegliata dai vicini più apprensivi, che avevano subito i primi allagamenti e assistevano increduli e impotenti alla crescente massa d’acqua impadronirsi delle case.
All’una di notte, le strade dell’Axa e di Casalpalocco sembravano Via del Corso in un Sabato pomeriggio, persone in pigiama e stivali di gomma si affannavano a cercare di porre un qualsiasi argine all’acqua, le voci dei primi gravi allagamenti echeggiavano tra i caseggiati e si improvvisavano i primi soccorsi spontanei a coloro che avevano subito i danni più gravi.
Cosa era successo ?  
A Casalpalocco, l’anomalo innalzamento del livello del canale Palocco, che avava tracimato dai ponti esistenti all’interno del quartiere, aveva impedito il regolare deflusso dei collettori fognari, facendo da tappo idraulico, e le acque così respinte avevano invaso garage e seminterrati, provocando ingenti danni a mobili, tappeti, suppellettili e quant’altro racchiuso nei piani inferiori.
Dopo le tre del mattino del giorno del nubifragio, si era potuto notare un rapido ritorno alla regolarità nel funzionamento delle fogne. Il livello dell’acqua nel canale Palocco, a riprova della ottima efficienza del sistema fognario consortile, si riabbassò e le fogne ritornarono a pompare.
All’Axa si ripetette il fenomeno già verificatosi nell’ottobre ‘87, quando le acque della zona agricola a monte del Metro Drive e delle zone adiacenti, non contenute nel fosso laterale della Colombo, si riversarono sulle strade insieme al fango.
La situazione, nella zona di Via Eschilo, si aggravò anche perché la Cooperativa Un Tetto, per la realizzazione dei passi carrabili che servivano alle abitazioni, aveva intubato un canale a cielo aperto, senza il preventivo permesso né del consorzio di Bonifica di Ostia e Maccarese né del Consorzio Axa, cerando una strozzatura nel deflusso delle acque che, convogliate nel sottopasso di Via Anacreonte, sarebbero dovute andare a defluire nel canale laterale della C. Colombo.
L’acqua, o meglio la fanghiglia, raggiunse, in alcuni casi, anche i due metri di altezza.
I danni, in alcune abitazioni, ammontarono a svariate decine di milioni. Cataste di masserizie, rese inservibili dal fango, furono ammassate nei giorni seguenti sul ciglio dei marciapiedi e il viavai dei mezzi di sgombero dell’AMNU, dei Consorzi di Amministrazione e di alcune ditte private si susseguì ininterrotto per le settimane successive, così come le proteste di chi, in una notte, aveva visto volatilizzarsi i sacrifici di una vita.
La richiesta di risarcimento danni presentata dal Consorzio dell’Axa nei confronti del Comune di Roma (per la cattiva manutenzione dei fossi di raccolta delle acque piovane, laterali alla C. Colombo e alla Via di Acilia) e nei confronti del Consorzio di Ostia e Maccarese (per la cattiva manutenzione dei fossi percolatori) e della Cooperativa Un Tetto (per la costruzione di un muro in cemento armato che, a mo' di diga, faceva confluire tutte le acque del terreno demaniale nella cunetta all'angolo tra via Eschili e Via Anacreonte intasandola irrimediabilmente) non sortì effetti positivi e nessun risarcimento per le centinaia di milioni di danni subiti fu mai ottenuto dagli alluvionati.
Fin qui, e a grandi linee, la ricostruzione dei tragici eventi dell’Ottobre di sei anni fa.
Quello che però ci preme sapere è che cosa succederebbe se tutto questo dovesse verificarsi di nuovo.
Abbiamo pertanto rivolto la stessa domanda al presidente del Consorzio Axa, sig. Franco Di Pietro, e all’Ing. Gerardo Piccolo, consigliere e consulente tecnico del Consorzio di Casalpalocco. "A seguito dell’alluvione del 1990 "vari Enti (Comune di Roma, Cooperativa L'Agreste, affittuaria del terreno demaniale di Via di Acilia) furono condannati ad eseguire lavori in base alle indicazioni contenute negli elaborati del CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio)" ci ragguaglia il presidente Di Pietro.
"Al Consorzio AXA fu ordinato di ripristinare il canale di guardia adiacente la Via Eschilo, tra l'altro non di sua proprietà; la costruzione di una vasca di sedimentazione in cemento armato a monte della Cooperativa Un Tetto; la manutenzione dell'attuale tubazione adiacente la Via Anacreonte mediante la realizzazione di pozzetti di ispezione.
Alla Cooperativa L'Agreste, invece, la realizzazione di scoline adeguate per numero e dimensioni, per convogliare le acque discendenti nel terreno agricolo demaniale verso il fosso della Cristoforo Colombo.
A tutt’oggi gli unici ad aver ottemperato siamo stati noi del Consorzio Axa, che abbiamo realizzato la vasca di sedimentazione e la pulizia del canale adiacente la Via Eschilo, nonostante non siano nel frattempo mai pervenute, anche se più volte richieste, le indicazioni del perito del tribunale.
"Da allora la situazione non è cambiata assolutamente. Pertanto se dovesse ripiovere in quella maniera ci allagheremmo di nuovo".
Anche l’Ingegner Piccolo concorda con il presidente Di Pietro. Anzi è, se possibile, ancora più pessimista: "In effetti al momento attuale la situazione è, a ben guardare, addirittura peggiorata. Le nuove opere di urbanizzazione, dal 1990 ad oggi hanno ulteriormente ridotto la capacità di assorbimento dell’acqua del territorio e, comunque, fino a quando non si provvederà ad integrare con interventi radicali, che tengano conto della mutata destinazione del territorio, la rete dei canali della nostra zona, Casalpalocco, come anche i quartieri limitrofi dell’Axa, della Madonnetta e della zona Italcable) sarà in continuazione sotto la minaccia di allagamenti.
I 2 miliardi di fondi stanziati nel 1990 dalla Protezione Civile, grazie anche all’interessamento del presidente del Consorzio di Casalpalocco, on. Gustavo De Meo, per l’adeguamento del fosso laterale della C. Colombo sono stati appaltati solamente nel Settembre 1996 mentre sembra che sia stato finalmente approvato l’adeguamento del ponte di attraversamento della C. Colombo del Canale Palocco finanziato con fondi comunali, il che comporterà l’aumento, da circa 20 ad almeno 60 metri cubi al secondo, della portata del canale stesso.
Fortunatamente Ottobre è passato e con esso il maggior pericolo di precipitazioni abnormi.
Non resta che augurarci che per il prossimo Ottobre i lavori siano stati completati.
"È quanto si augura anche la redazione di Zeus: non vorremmo essere costretti a festeggiare il primo anno di pubblicazione della rivista in una rivoluzionaria edizione su carta plastificata galleggiante.

Notizie dall'AXA

Somm. Ott. '96 - N° 1
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