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Una lunga passeggiata sul lungomare di Ostia, in una splendida giornata di sole e soprattutto in compagnia di Roberto Onorati.
Calciatore professionista: centrocampista puro, Roberto somiglia ad un principe azzurro, lunghi capelli biondi, occhi azzurri, fisico statuario.
Trentadue anni appena compiuti, Roberto Onorati ci ha raccontato qualcosa di sé.
Non risiede più ad Ostia nel suo bell'appartamento con vista sul mare; due anni fa la sua professione lo ha fatto espatriare in Francia, ed è stato uno dei primi calciatori italiani ad oltrepassare i confini dello "Stivale".
Gioco con il Nizza e a giugno del 1998 mi scadrà il contratto, credo che quello sarà per me il momento di appendere gli scarpini al "chiodo", (sorride, ma rimane sempre composto, riservato). Vivo a Montecarlo, sto bene anche se reduce da un recente infortunio, una frattura al piede destro, ma ora sono rientrato in campo e come posso torno ad Ostia.
Roberto, raccontaci la tua carriera calcistica.
Ho esordito con la Pistoiese in serie B a sedici anni, poi sono passato alla Fiorentina in serie A a diciotto anni, e lì son rimasto per cinque stagioni nelle quali ho provato la gioia di poter giocare con l'Under 21; poi sono passato al Genoa per sette anni; poi il mio ultimo trasferimento al Nizza. Non ho assolutamente rimpianti per la scelta fatta due anni fa; sono stato benissimo in Italia grazie anche a compagni di squadra eccezionali come Gentile, Oriali, Antognoni, Branco, Baggio, Berti; ho dei ricordi bellissimi, anche se ripeto che sto bene anche al Nizza.
Il calcio in Italia ed in Francia...
Il calcio in Francia non è vissuto come in Italia perché qui non è lo sport numero uno, sono molto seguiti il golf ed il tennis, l'esasperazione che c'è in Italia qui non esiste, tutto è vissuto in modo più tranquillo.
Roberto raggiunge Ostia per alcuni giorni almeno una volta al mese, qui c'è la sua famiglia ed i suoi amici.
C'è soprattutto mio figlio Gabriele di sette anni, è un bambino intelligente e la lontananza da lui mi fa soffrire terribilmente. Vive con la mamma dalla quale sono separato, ma come mi è possibile lo raggiungo per trascorrerci più tempo possibile.
Ed un tuo ricordo di bambino?
Non saprei da dove cominciare, ma se rimaniamo in tema calcistico posso raccontarti di quando avevo quattordici anni: andai a Pistoia, ma il primo giorno di allenamento con la categoria primavera venni a sapere che non avrei giocato. D'accordo con un mio compagno, anch'egli fuori squadra, decidemmo di fuggire via. Organizzammo nel dettaglio la fuga nella notte e tornammo in treno a Roma.
A vederlo ora non si direbbe : calmo e posato, per nulla vivace. Un grande calciatore amante di cinema e lettura spera di poter realizzare il suo sogno nel cassetto, quello di scrivere un romanzo. Recita a teatro per beneficenza e sorride ripensando a quando militava nel Genoa ed incise l'inno della squadra duettando con Francesco Baccini. Oggi per Roberto si sta chiudendo un ciclo, quello del calcio giocato come la maggior parte dei suoi colleghi alla soglia dei trent'anni...
Ma nel mondo del calcio ci rimarrò ancora, faccio parte di una società con altri due ragazzi; ci occupiamo di organizzare dei tornei, allo scopo di scovare nuovi talenti, spero veramente che questa nuova esperienza dia dei buoni risultati.
A noi di Zeus non resta che incrociare le dita e augurarglielo di cuore!
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