|
Un uomo molto riservato, è questa l'impressione avuta nell'incontrare un campione del tennis : Nicola Pietrangeli, 64 anni, residente a Casal Palocco ma non per molto ancora.
Da quanto tempo vive a Casal Palocco, e come mai questa scelta ?
Sono passati già 7 anni da quando vivo qui e ritengo che sia un posto meraviglioso, un'oasi di pace. Fu l'amore per una donna a portarmi qui. (pausa) Decisi di comprare questa villa per andarci a vivere con lei. Quell'amore però è finito, ed io qui ora mi sento un pesce fuori dall'acqua. I miei interessi sono a circa 40 Km da Casal Palocco, praticamente dall'altra parte di Roma, ed è per questo che ho deciso infatti di vendere la villa. Ma non mancherò di tornarci perché qui ho coltivato delle amicizie.
Cosa si attende dal 1998 appena cominciato?
(un sospiro profondo)... Deve sapere, che nel '96 ho dovuto lottare con un brutto male, un anno dopo ho perso mia madre. Sono momenti difficili. Credo che non potrei chiedere altro che la salute. E' un bene troppo prezioso, più di qualsiasi altra cosa.
Cosa avrebbe voluto trovare sotto l'albero di Natale che non ha trovato?
Premesso che non ho fatto nessun albero di Natale, non c'è nulla in particolare che avrei voluto trovare. In fondo non mi manca nulla materialmente parlando, torno a ripetere, la salute è il regalo più grande che io possa volere.
Un pregio ed un difetto della nostra società?
A mio avviso, l'italiano è il campione del mondo in invidia. L'invidia è brutta, purtroppo gli anni di esperienza, gli anni passati tra la gente mi portano a questa triste conclusione. Se parliamo di pregi sono convinto che l'italiano è fondamentalmente un "genialoide", colui che riesce sempre in ogni situazione ad ottenere il meglio.
C'è qualcosa che si rimprovera?
Spesso mi rimprovero di essere molto pigro, ma anche troppo buono. Credo che alcune volte si debba essere più "cattivelli", io ancora non ci riesco, (sorride), è questione di carattere.
Arriviamo al dunque : Nicola Pietrangeli sinonimo di tennis.
(sorride) Grazie per la bella domanda. Cominciai a calcare i campi da tennis grazie a mio padre che mi ci spinse "a calci". Il tennis in generale mi ha dato tutto, il tennis, quello italiano, non mi ha dato niente.
Gioie e dolori che il tennis le ha provocato.
I momenti di gioia sono sempre così piacevoli da ricordare, uno di questi è quando vinsi il Torneo di Parigi nel '60, l'altro quando vinsi la Coppa Davis in Cile nel '76. Passiamo alle note dolenti…risalgono al novembre del '76 quando la politica italiana non voleva che andassimo in Cile, quella fu una vera e propria battaglia, venimmo scortati dai Carabinieri fino all'aeroporto di Fiumicino. E poi, quando venni esonerato dal ruolo di capitano in Coppa Davis per una congiura architettata dall'allora presidente.
Un consiglio che darebbe ai giovani che si avvicinano al tennis...
Purtoppo sono sempre meno. L'italiano si diverte tradizionalmente più con il gioco di squadra, reputando lo sport individuale troppo noioso. Eppure posso assicurare che il tennis è in grado di dare molte soddisfazioni ed emozioni.
In una scala di valori cosa metterebbe al primo posto?
L'amicizia, per sempre.
Nicola Pietrangeli si è ufficialmente candidato alla Presidenza della Federazione Italiana Tennis, uno sport che ama: una sua elezione sarebbe il coronamento della straordinaria carriera di un uomo che ha l'esperienza dei saggi e l'entusiasmo di un ragazzo. "In bocca al lupo", Nicola!
|
|