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Mario Mattioli, 44 anni, residente a Casalpalocco, giornalista sportivo: una voce e un volto noti in TV.
Un crescendo, da TeleRegione alla Rai, dove lavora tuttora...
Quando ha cominciato ad intraprendere il lavoro di giornalista?
Ho iniziato, professionalmente parlando, nel 1979 come giornalista sportivo. Fu proprio una scelta, la passione per lo sport mi spinse verso questa scelta. Dal 1977/78 lavorai per l'emittente Teleregione e rimasi lì fino al 1983.
La massima carica rivestita fu quella di vicedirettore, facevo il giornalista sportivo e mi vengono in mente le prime telecronache di calcio e di pugilato americano.
E poi?
Poi approdai in Fininvest, presentai il programma "Superecord" e quindi nel 1986 arrivai in Rai, dapprima a Raidue poi, quando nacque la TGS (Testata Giornalistica Sportiva, ndr) passai lì.
Da quando vive a Casalpalocco e perchè questa scelta?
Premesso che quando ero ricco vivevo sull'Appia Antica... (ride) Scherzo, vivo qui dal 1982. Trovo che sia una zona ancora vivibile grazie al verde che ci offre, questo è il vero motivo.
Un episodio che ricorda ben volentieri?
Credo che lo ricordi molto bene il pubblico che da casa mi seguiva quando nelle mie telecronache lanciai l'urlo alla brasiliana per segnalare un goal.
Cosa ne pensa di tutte queste persone che tentano la carriera giornalistica?
Purtroppo credo che sia davvero troppa l'affluenza in questo settore.
Inoltre moltissimi di questi sono giovani e meno giovani impreparatissimi... gente che scrive testi davvero illeggibili.
Io ho fatto molta fatica ad arrivare dove sono , mi sono prima laureato, ho fatto la cosiddetta gavetta ed ora non posso vedere tutto ciò.
È aberrante, come lo è il referendum che propose Pannella per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti.
Di sacrifici ne sono stati fatti molti: le prove erano più dure, più selettive.
Oggi si diventa giornalisti con troppa superficialità...
Il successo l'ha cambiata in qualche modo?
Ma guardi, vorrei che la gente capisse che io, come tutti coloro che per qualche scelta diventano di pubblico dominio, siamo comunque persone normali.
Come tutti piangiamo, ridiamo e sbagliamo, non siamo degli infallibili... dunque no, non sono cambiato.
Qual è il suo sport preferito?
Sicuramente il calcio: da ragazzo ho giocato nella Spal e con il Ferrara, poi mi sono infortunato al ginocchio.
Cominciai in seguito ad impegnarmi nell'atletica e anche qui ebbi buoni risultati.
C'è in sogno nel cassetto?
No, ora sto bene. Ultimamente mi venne richiesto di ricoprire una carica molto alta in Rai, ciò significava chiudersi in ufficio, e sinceramente parlando non avrebbe fatto per me, sono uno superattivo...
Un hobby?
Il tennis, come posso scendo in campo e sfido qualche amico...
Secondo lei si spendono troppi soldi in Italia per lo sport?
Sì, ma non per tutti gli sport. In qusto momento quello più ricco è sicuramente il calcio, l'ingaggio di Ronaldo ne è un esempio concreto, ma per gli altri sport si fatica molto a trovare uno sponsor. Io, da presidente dell'Aster Roma pallavolo femminile ne so qualcosa.
2004, anno delle Olimpiadi, è pronta Roma ad accogliere una manifestazione così importante?
Credo proprio di no, sarà già difficile col Giubileo...
Mi arrabbio quando sento dire che l'85% degli impianti sono pronti. Non ci sono servizi, i collegamenti figuriamoci e poi, dopo, la città che sarebbe?
A chi non piacerebbe ospitare tali manifestazioni ?
Ma credo che sono scelte da fare con criterio, sapendo quali sono i limiti, mettendo tutto in discussione.
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