Intervista a Mariano D'Angelo e Enzo Salvi
"Mammamiacheimpressione"
di Silvia Gonfloni

Mamma mia che bell'impressione ci hanno destato Enzo e Mariano.
Li abbiamo incontrati prima di un loro spettacolo, tenuto al 'Contry Road' di Fiumicino. Così, tra il pubblico che si accingeva a prendere posto e le luci soffuse, ci siamo accomodati in un confortevole salotto ed è iniziato il nostro viaggio...


Come nascono professionalmente Enzo e Mariano?

Enzo:
Operavamo ognuno per conto suo, poi ci siamo incontrati durante una serata in teatro.

Il tuo esordio come singolo?

E:
Nel 1981 facevo cabaret, avevo 18 anni, lavoravo come presentatore, intrattenitore, sia nelle piazze che nei locali. Fino al '90 ho fatto questo, poi ho conosciuto Mariano e da lì sono nati i 'Mamma mia che impressione'.

Mariano, Enzo ha detto la verità?

M:
Sì, comunque io nel '84 ho debuttato in teatro ed ho proseguito l'attività alternandola a corsi di recitazione fino al fatidico 1990. Insieme abbiamo fatto due turnée estive di teatro, Enzo se l'è dimenticato...
In quell'anno cercavamo una dimensione, poi abbiamo dato vita al duo. Era il 1991.
Attualmente facciamo cabaret puro, curiamo la regia, ci scriviamo i testi, insomma, facciamo tutto da noi.


Perché vi siete 'battezzati' "Mamma mia che impressione"?

E:
Non c'hai visto quanto semo brutti durante gli spettacoli?

Scherzi a parte, in futuro niente più teatro per voi?

E:
No no, abbiamo da poco portato in scena al teatro "Scenari paralleli" di Acilia una nostra opera: "Cesare contro Cesare...la tranvata".

Ora c'è anche la televisione, vi vediamo spesso al "Seven show" su Italia 7. Vi mancava questa esperienza?

E:
Per 80 puntate siamo stati ospiti fissi. Abbiamo rappresentato i nostri personaggi più noti: "er Cipolla", "Vittorio", "Ciro Ciambella" ecc.

Come sono nati Cipolla, Ciro e tutte le altre macchiette?

E:
Nascono naturalmente guardando le persone vere, ad esempio il Cipolla è un ragazzo come purtroppo ce ne sono tanti.
Certo, io ne ripropongo i modi di fare in maniera volutamente demenziale, ma finché continuerà la piaga sociale della tossicodipendenza, questi ragazzi continueranno ad esserci...


Eseguite gli spettacoli anche fuori dal nostro territorio? E il pubblico non romano apprezza ugualmente la vostra comicità soprattutto dialettale?

E:
Lavoriamo specialmente nel Lazio, per motivi legati al mio lavoro, non ci crederete ma lavoro anche io...ma non vi svelo ciò che faccio, è meglio - questione d'immagine...-

Anche tu Mariano hai un altro lavoro?

M:
No, mi occupo solo di cabaret. Alcuni anni fa avevo un lavoro ma decisi scentemente di fare solamente spettacoli.
Enzo fa l'antifurto durante il giorno: lo lasciano nelle macchine per spaventare i ladri... Scherzo ovviamente.
In giro per l'Italia se ne vale la pena andiamo volentieri. Abbiamo fatto serate a Napoli, al nord, a Reggio Emilia.
Partecipiamo a manifestazioni particolari dove siamo semplicemente ospiti, ricordo la festa del giornale "Cuore", abbiamo fatto molte cose...


Quanto è seguito il cabaret?

E:
Guarda, quest'estate ad Ostia abbiamo contato, durante una esibizione, 5000 persone... È un record assoluto considerato che pagavano il biglietto... Era al Londoner Summer Garden, sul lungomare.
Vuol dire che abbiamo seminato bene ma ora i gestori si aspettano sempre una grande folla al nostro seguito e chiamare le persone una ad una costa molto di telefono...
A parte gli scherzi, sentiamo la responsabilità di rinnovare spesso il nostro repertorio per meritarci la fiducia dei fans.


Qual è la fascia d'età del vostro pubblico?

M:
Bambini, persone anziane, coppie, famiglie, non c'è una fascia ben precisa e chiaramente individuabile.

Dove vivono Enzo Salvi e Mariano d'Angelo?

E:
Ad Ostia, da quando sono nato, era il lontano 1963.

M: Prima che mi sposassi vivevo a Roma, ma sono nato ad Ostia e al Lido ho svolto gli studi scolastici.
Spero di tornarci ora che è molto migliorata, anche socialmente.
Ho anche una figlia.


Enzo non mi dire che sei sposato anche tu?

E:
Perché so’ così brutto? Io dopo lo spettacolo ritorno normale, voi invece rimanete brutti!!!
Si fa per gioco, sono sposato anche io ma le mie fans stiano tranquille perché se ci organizziamo...
Ho un bambino di tre anni e mezzo e si chiama Manuel. Ha un futuro nel cabaret perché ripete a perfezione le nostre scenette.


M: La mia bambina ha 4 mesi e se si comportasse come Manuel sarebbe da internare... È una bella bambina ed è per me una grandissima gioia.
La vita privata va bene, il lavoro pure ma tocco ferro perché hai visto mai...


Come vivono le vostre consorti accanto a due cabarettisti come voi?

E:
Dopo le 21 sono solissime e possono fare ciò che vogliono, ahimé.

Però hanno lo spettacolo assicurato durante il giorno...

E:
Per quanto mi riguarda io sono così anche nella vita quotidiana, ho la fortuna di fare spettacoli essendo me stesso.
M: Io sono più chiuso, sono un timido ma durante gli spettacoli mi trasformo. Scatta un meccanismo che non ti so spiegare.

Cosa farà Enzo da grande?

E:
Il mio sogno è approdare nei network nazionali visto che molti di quelli che ci sono ora non credo che lo meritino più di noi.
Naturalmente come tutti quelli che fanno il nostro mestiere aspiro a diventare famoso.


Ci sono progetti alle porte in tal senso?

E:
Si, ci hanno fatto numerose proposte e le stiamo valutando.

E il tuo sogno nel cassetto, Mariano?

M:
Migliorarsi sempre di più, continuando a lavorare con costanza e sacrificio.
Vedi, lavorare in televisione senza avere la certezza di possedere le qualità per farlo nella maniera idonea, anche per dare magari uno svolta diversa al nostro mestiere, richiede una profonda disamina di ciò che alimenta la passione per ciò che si fa.
Non ci sentiamo attualmente superiori o inferiori agli altri ma credo che siamo pronti per affrontare anche questa esperienza.
La nostra ricerca interiore è già iniziata e anzi continua proprio durante gli spettacoli. Cerchiamo sempre di migliorare, serata dopo serata.
Se non ci riusciremo sarà comunque una nostra scelta, anche se non ci fermeremo mai...

Soprattutto per il grande rispetto nei confronti del pubblico che negli anni continua ad amarci, e non lo dico per fare della retorica, senza il pubblico un attore non è un attore.
Vedere il pubblico ridere e sapere che sei stato tu a provocare questa reazione, credo che sia una delle sensazioni più belle che si possano provare. Veramente.
Vuol dire che hai creato una emozione positiva, a prescindere dal fare cabaret, cinema, teatro o quant'altro.


E: La cosa che ci fa più piacere comunque è sempre l'interazione tra noi e il pubblico. La gente si sente complice e anche protagonista durante le nostre scene. Il pubblico paga ed è nostro preciso dovere farlo divertire.

Enzo hai un hobby in particolare?

E:
Come hobby...faccio poca attività fisica, infatti sono campione di 'pansa classica', ho praticato molti sport ma senza appassionarmi.
Coltivo una passione per i pappagalli. Ho anche un pappagallo addestrato da me, penso di farlo esordire presto sulle scene...
Leggo , ascolto la musica ma non ho molto tempo. Se giuri di non scriverlo di dico cosa faccio nei ritagli...


E Mariano?

M:
Ho degli interessi più che degli hobby in particolare.
Sia Enzo che io siamo appassionati del nostro lavoro quindi per quasi tutto il tempo parliamo, studiamo nuove battute, proviamo le scene. Io amo stare in famiglia e spesso vado al cinema, vedi, è una deformazione professionale...
Mi piace viaggiare anche se è un po’ che non lo faccio.


Avete mai pensato di fare gli attori cinematografici?

E:
Sì, ma come dicevamo prima occorre secondo me una preparazione specifica,  ci dispiacerebbe deludere gli 'aficionados' dei "Mamma mia che impressione" per imbarcarci in un impresa senza essere veramente convinti di ciò che stiamo facendo.

Mariano, con la tua sensibilità, ti trovi a tuo agio nella società?

M:
Il difetto maggiore è la chiusura nei confronti del prossimo, dobbiamo pensare che gli altri sono come noi stessi, pensano, amano, soffrono...
Vedi, se partissimo da questo concetto, certamente potremmo raddrizzare molte delle storture che ci sono.
Occorre comprendere le emozioni e i sentimenti degli altri, prima di giudicare e bollare negativamente chicchessia.
Altrimenti non ci sarà nemmeno più il rispetto per noi stessi.


Ed Enzo cosa cambierebbe della società attuale?

E:
Vorrei che si potesse essere più umili, più impegnati socialmente, che si ragionasse con il cuore, non sempre e ad ogni costo con il cervello.
Penso che con più amore si supererebbero meglio i problemi.


Per concludere, un messaggio ai lettori di Zeus.

E:
Vi faccio una confidenza: per la prima volta siamo stati intervistati da una giornalista bellissima e bravissima che ha unito il fascino alla professionalità.
Per il resto spero di vedervi durante i nostri spettacoli e vi auguriamo di divertirvi come ci divertiamo noi a interpretare i nostri personaggi.
Saluto anche mia moglie Laura, mio figlio Manuel e la moglie di Mariano affinché, anziché divorziare da noi, continuino a sostenerci.


M: Veniteci a trovare tutte le sere tranne il lunedì, infatti come i barbieri facciamo anche noi il riposo settimanale.

Le interviste

Somm. Marzo '97 - N° 6


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