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Rispondendo al cortese invito rivoltomi dal Direttore della
rivista, cercherò di comunicare, per quanto mi è possibile,
ai lettori che avranno la pazienza di seguirmi, le molte perplessità
che sono sorte in me nell’affrontare una materia complessa com’è
quella del Commercio.
Fin dall’inizio sapevo che mi sarei imbattuto in
una ragnatela di leggi, disposizioni, regolamenti e quant’altro.
L’idea certamente non mi allettava, ma non avrei mai creduto che la realtà
potesse superare di gran lunga la fantasia.
Credetemi, amici lettori, la produzione legislativa per quanto concerne l’occupazione di suolo pubblico
ed il commercio raggiunge quantità quasi industriali.
Formando un labirinto inestricabile, dal quale è difficile venirne fuori.
Se a tutto questo si aggiunge l’inadeguatezza degli strumenti operativi e
l’endemica carenza del personale amministrativo, salta fuori un quadro
della situazione a dir poco sconfortante, che lascia ampi spazi di manovra
ad una busivismo dilagante e ad una capziosa interpretazione delle norme.
Rappresentata in questi termini, la situazione potrebbe
apparire senza vie d’uscita e prefigurare una resa incondizionata da parte
dei poveri Amministratori.
Per fortuna così non è. Una volta
focalizzata con realismo la situazione in cui si è costretti ad
operare, si approntano gli strumenti e le strategie idonee alla bisogna.
Nel nostro caso due sono le vie da percorrere: la prima conduce verso l’Amministrazione
comunale per ottenere più risorse economiche ed umane, la seconda
tutta interna alla Circoscrizione, porta ad un migliore utilizzo degli
apparati esistenti, finalizzandi il tutto verso un obiettivo primario:
il ripristino e il rispetto delle regole.
Un aiuto concreto in tal senso ci è stato fornito
da due provvedimenti diversi tra loro, ma che convergono verso lo stesso
obiettivo: la bocciatura del bilancio da parte del Consiglio Circoscrizionale
ed il nuovo Decreto sul Commercio presentato dal Governo.
Con il primo atto la Circoscrizione ha inteso rivendicare una maggiore autonomia amministrativa
e più congrui finanziamenti, per incidere con più forza e
rapidità sui tanti problemi del territorio.
Il secondo, invece, tende a sburocratizzare il settore del commercio, annullando 25 normative
a carattere nazionale e a regolamentare il processo di cambiamento in atto.
Il commerciante, nel prossimo futuro, andra ad assumere sempre di più
la veste dell’imprenditore ed il terreno del confronto si sposterà
dalla stradina sotto casa ai più vasti mercati nazionali ed internazionali.
Può non piacere, e chi scrive e tra costoro, tuttavia è un
processo ineluttabile e non basta coprirsi gli occhi per evitare che accada.
Bisogna viceversa attrezzarsi per tempo per governarlo e noi, per quanto
di nostra competenza, cercheremo di farlo. É un’impresa certamente
non facile e complessa, per gli interessi che muove ed i tanti risvolti
umani di cui tenere conto, ma non possiamo e non dobbiamo evitare il confronto.
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Carlo Barretta - consigliere PDS e presidente Commissione
Attività Produttive (commercio, artigianato, OSP, pubblicità)
in XIII.
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