Liberalizzato il commercio
di Carlo Barretta


Rispondendo al cortese invito rivoltomi dal Direttore della rivista, cercherò di comunicare, per quanto mi è possibile, ai lettori che avranno la pazienza di seguirmi, le molte perplessità che sono sorte in me nell’affrontare una materia complessa com’è quella del Commercio.
Fin dall’inizio sapevo che mi sarei imbattuto in una ragnatela di leggi, disposizioni, regolamenti e quant’altro.
L’idea certamente non mi allettava, ma non avrei mai creduto che la realtà potesse superare di gran lunga la fantasia.
Credetemi, amici lettori, la produzione legislativa per quanto concerne l’occupazione di suolo pubblico ed il commercio raggiunge quantità quasi industriali.
Formando un labirinto inestricabile, dal quale è difficile venirne fuori.
Se a tutto questo si aggiunge l’inadeguatezza degli strumenti operativi e l’endemica carenza del personale amministrativo, salta fuori un quadro della situazione a dir poco sconfortante, che lascia ampi spazi di manovra ad una busivismo dilagante e ad una capziosa interpretazione delle norme.
Rappresentata in questi termini, la situazione potrebbe apparire senza vie d’uscita e prefigurare una resa incondizionata da parte dei poveri Amministratori.
Per fortuna così non è. Una volta focalizzata con realismo la situazione in cui si è costretti ad operare, si approntano gli strumenti e le strategie idonee alla bisogna.
Nel nostro caso due sono le vie da percorrere: la prima conduce verso l’Amministrazione comunale per ottenere più risorse economiche ed umane, la seconda tutta interna alla Circoscrizione, porta ad un migliore utilizzo degli apparati esistenti, finalizzandi il tutto verso un obiettivo primario: il ripristino e il rispetto delle regole.
Un aiuto concreto in tal senso ci è stato fornito da due provvedimenti diversi tra loro, ma che convergono verso lo stesso obiettivo: la bocciatura del bilancio da parte del Consiglio Circoscrizionale ed il nuovo Decreto sul Commercio presentato dal Governo.
Con il primo atto la Circoscrizione ha inteso rivendicare una maggiore autonomia amministrativa e più congrui finanziamenti, per incidere con più forza e rapidità sui tanti problemi del territorio.
Il secondo, invece, tende a sburocratizzare il settore del commercio, annullando 25 normative a carattere nazionale e a regolamentare il processo di cambiamento in atto.
Il commerciante, nel prossimo futuro, andra ad assumere sempre di più la veste dell’imprenditore ed il terreno del confronto si sposterà dalla stradina sotto casa ai più vasti mercati nazionali ed internazionali.
Può non piacere, e chi scrive e tra costoro, tuttavia è un processo ineluttabile e non basta coprirsi gli occhi per evitare che accada.
Bisogna viceversa attrezzarsi per tempo per governarlo e noi, per quanto di nostra competenza, cercheremo di farlo. É un’impresa certamente non facile e complessa, per gli interessi che muove ed i tanti risvolti umani di cui tenere conto, ma non possiamo e non dobbiamo evitare il confronto.

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Carlo Barretta - consigliere PDS e presidente Commissione Attività Produttive (commercio, artigianato, OSP, pubblicità) in XIII.

Maggioranza..... e Opposizione

Somm. febb. '98 - N° 16

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