Intervista a Licia Colò
di Silvia Gonfloni

Coniugare qualità quali bellezza, intelligenza e sensibilità risulta essere spesso un’ardua impresa anche se per il personaggio protagonista della nostra intervista mensile è sicuramente naturale. Licia Colò è la conferma che il successo non per forza cambia l’atteggiamento morale della persona.

Chi è Licia Colò?

Licia è una semplicissima ragazza nata a Verona il 7 luglio 1962.
Sono figlia unica. Sin da piccola ho vissuto molto a contatto con la natura e con gli animali, che sono sempre stati i miei amici preferiti.

Tu vivi a Casalpalocco, cosa ne pensi?

Palocco mi piace molto, alcuni anni fa ancor di più, oggi è già un po’ più caotica. Comunque rispetto alla città, mi piace il fatto che la confusione sia ancora sotto il livello di guardia; amo il verde esistente e soprattutto il fatto che ci sia poco traffico e la possibilità di andare in giro sui pattini o in bici con molta tranquillità.

Quali progetti per Licia Colò?

Continuerò a fare "GEO", la mia trasmissione su RaiTre, sono già molto preparata a preparare la prossima edizione che ripartirà a settembre.
Quella appena conclusa mi ha soddisfatto molto. È il risultato di un costante impegno, unito a tanta passione per il mio lavoro. Nella prossima edizione cercherò di fare altrettanto, migliorando ciò che è possibile.

Cosa cambieresti della società?

Purtroppo sono moltissimi i problemi da risolvere. Il primo che comunque mi viene in mente è la piaga della disoccupazione  (fa una pausa)  credo sia alla base di molto disordine sociale, credo inoltre che più posti di lavoro possano dare maggiore equilibrio alla società creando una migliore qualità della vita.
Sono troppi i giovani che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro ed è da qui che nascono tanti altri problemi: la depressione, la droga, la violenza.

Licia, l’uomo e l’ambiente alle soglie del 2000, dove tutto è tecnologia... La tua opinione.

Credo che la situazione sia notevolmente migliorata poiché è cresciuta la sensibilità della gente nei confronti dell’ambiente, e della natura soprattutto.
Anche se ritengo che questa maggiore attenzione sia spinta dalla necessità dell’uomo, che sembra essersi accorto solo adesso che l’ambiente non dispone di risorse illimitate: i provvedimenti adeguati ad una migliore salvaguardia dell’ambiente sono però più dettatti dallo spirito di sopravvivenza dell’uomo che da una naturale sensibilità ecologica.

Quanta importanza viene data agli animali?

(sorride e scuote al testa) Sempre poca, l’animale viene considerato purtroppo come un oggetto di cui fare uso e consumo a seconda dei desideri, penso fermamente che siamo molto lontani dal considerarlo un essere vivente che ha dei bisogni e delle necessità, ma che soprattutto merita lo stesso rispetto che si attribuisce all’uomo.

Molte associazioni, WWF, LIPU, tentano di sensibilizzare le persone per evitare maltrattamenti o abbandoni, ma quanto si può fare ancora?

Si può fare tanto, anche ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa, intervenendo se si vede una violenza inferta ad un animale per strada, o se lo si vede in difficoltà.
Invece spesso non si prende l’iniziativa, siamo assaliti da mille dubbi e lasciamo al caso ciò che sarà di una gatta che ha appena partorito o di un uccello caduto da un nido.

Licia, qual è il tuo animale preferito?

Li amo tutti, ma in maniera particolare il gatto, ho dei randagi che adoro, come posso ci trascorro delle ore.

A proposito, cosa fai nel tempo libero?

Beh, quel poco tempo che ho preferisco spenderlo rilassandomi al sole in compagnia dei miei gatti, coccolandoci a vicenda, oppure passeggiare in pineta in bicicletta o con i pattini.
Amo la tranquillità ed evito dunque, quando posso, il caos, il traffico, la mondanità.

Licia, prima di terminare questa intervista, un messaggio ai lettori di
Zeus...

Cosa posso dire? In vista della stagione estiva prima di tutto non abbandonate gli animali e poi buone vacanze a tutti e divertitevi, ma non dimenticate di rispettare l’ambiente, perché significa rispettare voi stessi.

Le interviste
Somm. Magg.'97 - N° 8


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