Intervista a:

ELETTROJOYCE

di Silvia Gonfloni

Andrea Salvati, Stefano Romiti, Filippo Gatti e Fabrizio D'Armini: ovvero gli Elettrojoyce, giovane gruppo emergente ancora sconosciuo al grandissimo pubblico ma che conta un appassionato e fedele gruppo di giovani sostenitori.
Agli ascoltatori di Radio Rock (FM 106.600) sarà capitato spesso di sentire le canzoni del loro primo CD richieste dai numerosi fans che dimostrano così di gradire particolarmente la loro musica....

Quando avete cominciato a suonare insieme?

Ci conosciamo dai tempi del liceo, ovvero tra il 93-94, tutti con la stessa passione, per la musica.
Chi più chi meno, avevamo già avuto la fortuna di avvicinarci ad uno strumento musicale e ogni tanto ci si incontrava fino a diventare un impegno fisso, oggi quotidiano, nonostante ognuno di noi abbia un lavoro, e questo forse ci aiuta molto a rimanere con i piedi a terra.
Prima di arrivare comunque agli attuali Elettrojoyce ci sono state altre formazioni, altri ragazzi che hanno suonato con noi.

Perché Elettrojoyce?

Sorridono tutti e quattro.Ci venne in mente guardando la scritta di un elettrauto.
Decidemmo che era giusta per noi.

Come definireste la vostra musica?

Diciamo un " rock d'autore ". Una musica sul modello americano-inglese, con dei testi italiani.
Filippo canta, scrive i testi e suona il basso. Andrea suona il piano, le chitarre più "cupe" e il melodikhorn; Stefano la chitarra elettrica e quella acustica, Fabrizio la batteria.

Sappiamo che sta per uscire un secondo CD.

È quasi pronto…crediamo che per la fine dell'anno e l'inizio del '99 sarà uscito, è stato appena masterizzato a Milano. Si tratta di un lavoro basato molto sulla vita che ruota intorno ad una coppia, anche sui loro sentimenti, in tutto 14 brani
A differenza del primo CD che usci nel 96, che trattava più una critica sociale, un uomo al centro dell'ambiente.
C'è sicuramente differenza tra il primo ed il secondo, ad esempio oltre al contenuto dei brani, il primo fu un lavoro tutto autofinanziato, con 11 pezzi.
Oggi abbiamo avuto la gran fortuna di essere finanziati dalla Sony. Una gran soddisfazione, un primo traguardo ad alti livelli.

Da dove nasce l'ispirazione dei testi?

Diciamo che Filippo si ispira molto alle esperienze di vita, quelle quotidiane, e in modo particolare si aiuta molto per via di un gran bagaglio culturale.
È molto difficile inserire la lingua italiana alla musica rock, ma lui è grande.

Dove vi siete esibiti finora e dove vi piacerebbe farlo.

Abbiamo girato abbastanza, non solo qui nella Capitale, siamo stati anche in altre regioni d'Italia ad es., a Milano al "Tunnel". A Roma, all'"Alpheus" e forse ad Ottobre, saremo a Lecce.
Dove vorremmo esibirci? Non ci sono dubbi, il massimo, un sogno per ora è Londra. La patria di questo genere musicale.

Un sogno nel cassetto, oltre a suonare a Londra?

Un considerevole risultato di vendite, trecento mila copie vendute… A quei livelli allora puoi permetterti di dedicarti solo a quello.

Quanto è facile o difficile emergere da Roma, da una piazza cosi grande?

….Sarebbe ora che Roma emergesse sotto la scena musicale a livello nazionale, da 25 anni non riesce più a decollare, dopo Banco…
Non dimentichiamo che Roma conta 4 milioni di abitanti… Emergono gruppi e cantanti ovunque: a Napoli gli Almamegretta, a Firenze i Litfiba, ad esempio…

Come viene vissuto il momento delle prove…

Diciamo, che quelle di tutti i giorni sono vissute con tranquillità e serietà.
Quando poi invece ci incontriamo per le prove generali, quelle a conclusione di un gran lavoro, sembriamo un po' dei selvaggi. Passiamo anche 15 giorni chiusi da qualche parte.
Sempre le stesse facce… L'atmosfera è bella, divertente.

Sognano il gran momento, rimanendo con i piedi ben saldi per terra... e non è da tutti! Simpatici, semplici e con un messaggio per i giovani....

Non state lì buttati per le strade, sottovalutandovi. Prendete uno strumento e iniziate a suonare, può darvi molto. Può arricchirvi interiormente.

E noi nell'attesa che si realizzino i loro sogni, ci godiamo la loro musica ascoltando l'ultimo CD in uscita e perché no ascoltando RadioRock.

Le interviste

Somm. Ott.'98 - N° 23

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