Un preside bocciato
di Silvia Tocci


Al rientro dalle vacanze natalizie i ragazzi del Liceo scientifico Democrito hanno trovato ad attenderli una nuova Preside, a seguito del provvedimento preso dal Ministero della Pubblica  Istruzione nei confronti della  preside Adriana Coccarello, trasferita a Subiaco per "incompatibilità ambientale".
Il caso della preside Coccarello ha ispirato una serie di domande su come in effetti possa verificarsi l’attuazione di un tale provvedimento verso chi, secondo una parte dei docenti, dei genitori nonché degli alunni interpellati, ha sempre lavorato nel totale rispetto delle leggi e con totale trasparenza di azione.
Una condotta che però non è stata apprezzata da alcuni insegnanti, che l’hanno accusata di comportamento antisindacale e di aver creato stati di conflittualità tra lei e le varie componenti del corpo scolastico.
Le contrastanti reazioni si dividono tra chi è evidentemente contento dell’allontanamento di un presunto "agitatore" della tranquilla attività scolastica e di chi è visibilmente stupito e addolorato per la perdita di una "manager" attiva e aperta al dialogo.
L’opinione dei genitori si basa sul concreto andamento della scuola durante l’operato della prof Coccarello, che a loro giudizio era nettamente migliorato in seguito alla gestione chiara e fiscale della preside, sempre attenta a rispettare le leggi e a farle rispettare da alunni e docenti.
La vicepreside della scuola, la professoressa  Pessolano, ha dichiarato di aver lavorato con il Capo d’Istituto in un clima di serena collaborazione; anche molti alunni del liceo hanno espresso un favorevole parere sull’operato della presidenza.
La diretta interessata ha tenuto a sottolineare i miglioramenti apportati all’Istituto dal suo metodo organizzativo, ricordando alcuni successi come l’aumento delle iscrizioni, un aperto e collaborativo dialogo con gli alunni, grazie al quale la scuola non ha più subito "occupazioni", e un nuovo e funzionale gabinetto medico a disposizione degli alunni.
La signora Coccarello si interroga amaramente sui motivi per i quali il Ministero abbia preso un provvedimento così rigido non valutando affatto gli aspetti positivi del suo operato, risolvendo sbrigativamente una situazione, ben più complessa a livello valutativo, con la burocratica frase "incompatibilità ambientale".

Il caso Coccarello
Somm. Genn. '98 - N° 15

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