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Al rientro dalle vacanze natalizie i ragazzi del Liceo scientifico
Democrito hanno trovato ad attenderli una nuova Preside, a seguito del
provvedimento preso dal Ministero della Pubblica Istruzione nei confronti
della preside Adriana Coccarello, trasferita a Subiaco per "incompatibilità
ambientale".
Il caso della preside Coccarello ha ispirato una serie di domande su come in effetti
possa verificarsi l’attuazione di un tale provvedimento verso chi, secondo una parte dei
docenti, dei genitori nonché degli alunni interpellati, ha sempre lavorato nel totale
rispetto delle leggi e con totale trasparenza di azione.
Una condotta che però non è stata apprezzata da alcuni insegnanti, che
l’hanno accusata di comportamento antisindacale e di aver creato stati di
conflittualità tra lei e le varie componenti del corpo scolastico.
Le contrastanti reazioni si dividono tra chi è evidentemente contento
dell’allontanamento di un presunto "agitatore" della tranquilla attività scolastica
e di chi è visibilmente stupito e addolorato per la perdita di una "manager" attiva
e aperta al dialogo.
L’opinione dei genitori si basa sul concreto andamento della scuola durante
l’operato della prof Coccarello, che a loro giudizio era nettamente migliorato
in seguito alla gestione chiara e fiscale della preside, sempre attenta
a rispettare le leggi e a farle rispettare da alunni e docenti.
La vicepreside della scuola, la professoressa Pessolano, ha dichiarato di aver
lavorato con il Capo d’Istituto in un clima di serena collaborazione; anche molti
alunni del liceo hanno espresso un favorevole parere sull’operato della presidenza.
La diretta interessata ha tenuto a sottolineare i miglioramenti apportati all’Istituto
dal suo metodo organizzativo, ricordando alcuni successi come l’aumento delle iscrizioni,
un aperto e collaborativo dialogo con gli alunni, grazie al quale la scuola non ha più
subito "occupazioni", e un nuovo e funzionale gabinetto medico a disposizione degli alunni.
La signora Coccarello si interroga amaramente sui motivi per i quali il Ministero abbia
preso un provvedimento così rigido non valutando affatto gli aspetti positivi
del suo operato, risolvendo sbrigativamente una situazione, ben più
complessa a livello valutativo, con la burocratica frase "incompatibilità
ambientale".
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