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Una spiaggia chilometrica, larga, sabbiosa e costeggiata da un mare che, anno dopo anno, torna a livelli di balneabilità più che accettabili.
Quante altre capitali europee possiedono una fortuna così a soli 20 km dal proprio centro storico?
Con oltre tre milioni di abitanti e 2750 anni di storia alle spalle, Ostia dovrebbe risultare come una di quelle località turistiche prese d'assalto da mezzo mondo in cui occorre prenotare con mesi di anticipo. Invece ...
Certamente il Colosseo e S. Pietro rappresentano priorità di ben altro tipo per le centinaia di migliaia di visitatori che affollano Roma ogni anno, ma Rimini e Riccione, per fare due esempi a caso, quali atouts possono vantare, oltre a un'accertata capacità imprenditoriale dei loro amministratori ed imprenditori, che Ostia non ha già o potrebbe avere?
Del progetto per un nuovo lungomare, realizzato da architetti di fama mondiale, si parla da più di un anno: non sarà la panacea di tutti i mali, ma se la pubblicità è l'anima del commercio, quella che Ostia fa del proprio lungomare è quantomeno discutibile.
Più che di lungomare, sarebbe forse il caso di parlare di "lungomuro", dato che è questo che appare agli occhi del disincantato turista, che stenta a credere come la miopia imprenditoriale di pochi abbia potuto nuocere a una città intera.
Se è vero che per "vendere" bisogna "mostrare", ciò che si vede a Ostia è un mare blindato.
Un lungomuro, appunto.
Ma se è caduto quello di Berlino, chissà che prima o poi non si riesca nella rivoluzionaria impresa di abbattere anche quello di Ostia, mostrando il mare anche agli occhi di chi ci abita a pochi metri e potrebbe trarne benefici occupazionali non da poco.
Partire da insegne e costruzioni abusive è il primo, giusto passo.
Ma occorre farne molti altri per un lungo cammino...
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