In ricordo di Ivan Graziani

di Luca Leonardi

Nei tanti servizi trasmessi dai TG del Capodanno '97, fra discorsi presidenziali e festeggiamenti da tutto il mondo, manovrine economiche e buoni propositi per l'anno nuovo, è scivolata via la notizia della morte del cantautore Ivan Graziani.
Ci ha lasciato canzoni indimenticabili, come "Firenze", "Agnese dolce Agnese" e "Lugano addio".
E mi ha lasciato un ricordo e un insegnamento ancora vivo, a più di 15 anni da quando lo conobbi, in un'occasione particolare.
Era una mattina del Marzo 1981 e doveva tenere un concerto per i ragazzi delle scuole medie di Roma al teatro tendastrisce.
Allora Ivan Graziani era all'apice del successo e non fu facile per noi riuscire a procurarci i biglietti per il concerto. Ma, per un improvviso sciopero dei conducenti dei pullman, il Tendastrisce rimase quel giorno quasi deserto: presenti quasi 20 persone!
Il colpo d'occhio dal palco era desolante e quando, poco prima dell'inizio del concerto, Ivan si affacciò dalle quinte, noi, preoccupati, e gli stessi strumentisti, perplessi, gli chiedemmo, già rassegnati, se avrebbe cantato.
Lui ci stupì: "Il concerto si farà. E si sarebbe fatto, per rispetto del pubblico, anche se fosse stata presente una sola persona!".
Fu un concerto travolgente. Ivan non si risparmiò, suonando per quasi due ore con una grinta degna di una platea ben più numerosa, eseguendo tutte le canzoni ... che non avevamo bisogno di urlargli dalla platea e non rinunciando ai consueti bis!
A fine concerto, nel camerino, ci raccontammo barzellette per un'altra mezz'ora, Ivan si mise a suonare con una chitarrina-giocattolo e ci mostrò gli accordi di alcune sue canzoni, stupendoci per la sua grande disponibilità.
Per noi "privilegiati" una mattinata memorabile.
Per lui, come dichiarò in seguito in un'intervista a "Sorrisi e Canzoni TV", il concerto che ricordava con maggior simpatia.
Ivan Graziani non era solamente un grande artista.

Gli editoriali

Somm. Genn. '97 - N° 4

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