Marco Del Vecchio: calciatore professionista di ottimo
livello, da tre stagioni protagonista nell’A.S. Roma dopo stagioni trascorse nell’Inter.
Tra un allenamento ed una partita ci ha aperto le porte di
casa sua, rivelandoci qualcosa di se stesso...
Da Milano a Roma. Come ti sei trovato?
Benissimo, Roma è una città straordinaria,
il clima è stupendo e poi la gente è affettuosa, calorosa,
un impatto più che positivo.
Perché hai scelto di vivere all’Infernetto?
Trovo che Casalpalocco, l’Axa, l’Infernetto siano dei
posti bellissimi, molto tranquilli, privi del caos della città,
dove puoi permetterti più privacy e quindi sia io che mia moglie
abbiamo deciso di venire a vivere qui.
Circa un mese fa hai fatto il grande passo, il matrimonio.
Chi è tua moglie?
Sì, è vero, mi sono appena sposato, mia
moglie si chiama Sara, ha la mia età, 24 anni, quando l’ha conosciuta
mi ha colpito un po’ tutto di lei, mi sono trovato immediatamente molto
bene al suo fianco e poi abbiamo deciso di coronare il tutto con il grande
passo.
Che importanza dai all’amicizia?
Molta. Anche se credo che i veri amici possano essere
uno al massimo due, parlo delle persone di cui puoi fidarti veramente.
Sei amante della vita mondana?
Certo, mi piace molto. Come posso vado a divertirmi con
gli amici, anche se la mia professione mi obbliga un po’ con gli orari,
ma è giusto che sia così, bisogna lavorare duramente se si
vogliono ottenere buoni risultati.
Chi era Marco da piccolo e chi è oggi Marco
Del Vecchio.
Da piccolo ero piuttosto vivace, giocherellone, molto
socievole e con il sogno di diventare un calciatore. Praticavo l’atletica
e mi piaceva, ma l’interesse era il calcio.
Oggi invece Marco è un esaurito (ci scappa una risata).
No, scherzo, oggi sono più maturo
ma sempre con la voglia di divertirmi, di stare in compagnia come posso,
di scherzare e perché no di starmene in casa.
Un pregio e un difetto.
Sono testardo. Questo credo sia il mio pregio e il mio
difetto allo stesso tempo. Quando voglio una cosa la ottengo a tutti i
costi.
Musica, cinema, libri.
La musica mi piace tutta, di ogni genere purchè
sia orecchiabile, per quanto riguarda il cinema mi piacciono i film thriller,
d’azione, insomma il genere che non mi faccia addormentare in poltrona.
I libri invece non li leggo, ne ho letti abbastanza a scuola...
Un consiglio a tutti quei bambini che da grandi vorrebbero
diventare calciatori.
Fare tanti sacrifici sia per arrivare e sia quando si
è già arrivati. Bisogna lavorare molto, con impegno e costanza.
E poi prendere almeno un diploma di licenza superiore perché non
si sa mai... dovesse andar male ...(sorride).
È d’obbligo a questo punto la parentesi calcistica:
dove può arrivare questa Roma?
(Non ci pensa un attimo) Molto lontano se continua così.
Abbiamo una squadra molto compatta, un allenatore molto bravo, e poi la
fortuna di essere sostenuti da un pubblico unico.
Il primo gol in questo campionato è firmato
Marco Del Vecchio e ti dà diritto ad un premio particolare: che
emozione hai provato e a chi hai dedicato il gol.
Il gol lo ho dedicato a me stesso, alla fine dello scorso
campionato non ho fatto molto bene ma quest'anno ho avuto un buon inizio ed il gol me lo sono dedicato
per ricaricarmi...
Un gol importante per la Roma e per me. Per quanto riguarda
il premio da anni in palio, 1000 bottiglie di vino, non ho più saputo
niente e non ho più ricevuto niente (ride).
Ci stringiamo la mano e mi sbrigo a togliere il disturbo
a Marco e Sara, ringraziandoli per la gentile ospitalità e augurandogli
un futuro sempre migliore.
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