Intervista a:

VINCENT CANDELA
di Silvia Gonfloni

Vincent, ha soli 24 anni ma è già un campione, e sul campo di calcio e nella vita di tutti i giorni.
"Vincenzino", così è stato ribattezzato dai giallorossi, è un ragazzo semplice, simpatico e molto timido.
Ci ha spalancato la porta della villa in cui vive per parlarci un po' di sè.

Dalla Francia in Italia, con esattezza a Roma, come ti trovi?

Roma è una città meravigliosa, sia per la gente, per la loro mentalità, sia per le bellezze che offre e soprattutto il clima.
Ho scelto di vivere a Casalpalocco perché è un posto tranquillo, nel verde, poco distante da Trigoria e vicino al mare. Qui con me vive la mia fidanzata Sophie.

A proposito di Sophie, cosa ti pace di lei?

(Sorride) Diciamo tutto, (sorride ancora) è una ragazza molto intelligente, molto bella e siamo fidanzati da quattro anni e mezzo, insieme stiamo bene.

Se io fossi Aladin e potessi esaudire tre tuoi desideri...

C'est difficile... Chiederei la salute per tutto il mondo, poi la fine della guerra in ogni senso, infine (sorride) la mia immortalità, la vita terrena è troppo bella...

Un difetto ed un pregio.

Sono molti i miei difetti, no scherzo, diciamo che sono disordinato. Un pregio? Sono un ragazzo molto tranquillo.

Quale hobby coltiva Vincent Candela?

Come ho un po' di tempo libero mi metto a giocare a biliardo, e se potessi avere più tempo disponibile mi piacerebbe viaggiare, girare il mondo.

C'è uno sport oltre al calcio che ti piace praticare?

Si, oltre al calcio mi piace giocare a tennis, e poi mi piace il rugby, anche se non l'ho mai praticato, come hanno scritto erroneamente alcuni tuoi colleghi.

Hai nostalgia del tuo Paese natale?

Un po', soprattutto dei miei amici, qualcuno come ha la possibilità mi viene a trovare; io ho un po' di difficoltà a spostarmi visti i miei impegni.
Poi anche la mia famiglia, ma sono quasi abituato alla lontananza, in fondo sono uscito di casa molto piccolo.

Raccontami un episodio di quando eri bambino che ti fa sorridere.

(Già sorride) Ce ne sarebbero molti da raccontare, ricordo ad esempio che un giorno, avevo circa 10 anni e mentre stavo andando con la mia squadra, il Montpellier, in trasferta a Parigi, ad un tratto mi venne in mente di azionare il freno d'emergenza, in pochi secondi il treno si fermò...
Arrivò la polizia e si arrabbiò molto, la società fu multata...(ride) spero che i bambini non mi prendano da esempio in questo caso.

Quanta importanza dai all'amicizia?

Molta, mi piace essere circondato da persone sincere con le quali parlare, scherzare, ed andare a cena fuori.
Qui a Roma ho già un po' di amici molto simpatici, fuori del calcio frequento molto la famiglia Felici del ristorante Il Pescatore, Attilio e Luciano sono eccezionali.
Con la squadra vado d'accordo con tutti, e fuori del campo come posso frequento Delvecchio, Totti, Petruzzi.

Hai un sogno nel cassetto?

Un altro? (sorride) Ce l'avevo, ora è uscito fuori (sorride); volevo diventare un calciatore professionista, lo sono diventato, il sogno è diventato realtà.

Apriamo la parentesi calcistica, raccontaci la tua carriera.

Ho cominciato a giocare con il Montpellier, poi sono passato al Toulouse per quattro anni, al Guingamp per un anno e cinque mesi, ed ora sono qui a Roma con un contratto che mi scade nel 2000.

Come ti sei trovato nell'A.S. Roma?

Bene, è stato un po' difficile lo scorso anno perché arrivai con Carlos Bianchi, quest'anno è cominciata bene.
Abbiamo un ottimo gruppo, un eccellente tecnico, lavoriamo molto e bene grazie soprattutto ad un pubblico che ci segue sempre.

Il derby a Roma, che partita è?

Importante innanzitutto, spettacolare. Non è la partita di tutte le domeniche, è una gara sentita in modo particolare da tutti, l'atmosfera è ben diversa.

Vincent, sei pronto per la Nazionale?

Certo! (sorride) io mi sento pronto, ma so anche che la mia Nazionale ha un gruppo di 40 elementi uno più forte dell'altro... però sono giovane e ci spero...

Anche se con un po' di difficoltà per la lingua, Vincent si è reso molto disponibile, ed il nostro augurio è che anch'egli possa partire per Francia '98.

Le interviste
Somm. Dic. '97 - N° 14

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