Intervista a Enrico Brignano
di Silvia Gonfloni

Enrico Brignano ha 31 anni, è residente a Dragona, dalla quale non intende assolutamente andar via, è molto legato alla sua famiglia, ha un fratello più grande  ma è l’unico ad aver scelto la carriera di attore. Sempre in giro con i suoi spettacoi, è riuscito a trovare il tempo di concedersi alla nostra intervista.

Quando sei entrato nel mondo dello spettacolo?

Ho cominciato a calcare le scene nel 1994/95 con la partecipazione al programma "La sai l’ultima? I barzellettieri" presentato da Pippo Franco.

Come nasce Enrico attore?

Ho frequentato più scuole di recitazione, una delle quali con il grande Gigi proietti e nell’89/90 mi sono diplomato.

Come nascono i tuoi spettacoli?

Beh, c’è una grande collaborazione di molte persone, io vado in scena ma dietro di me ci sono registi, scrittori, scenografi...

Quanto pubblico e soprattutto quale tipo di pubblico ti segue?

Dipende dal periodo. In inverno si contano due-trecento persone a spettacolo, in estate nel corso di grandi manifestazioni come "Ostia Fest" o "La voglia matta" si raggiungono anche le quattromila persone, e queste rappresentano tutte le classi di età.

Quali progetti per il futuro?

Dovrebbe essere un 1988 molto intenso, denso di impegni, vi posso anticipare l’uscita del film "Meglio lasciar perdere"; un prossimo spettacolo al teatro Parioli con la regia del mio pigmalione Proietti, un altro spettacolo sempre al teatro con la regia di Marco Mattolini, che è uno dei registi più quotati per la prosa, e poi altri appuntamenti ancora in fase di studio.

Quanto sono seguiti il cabaret ed il teatro?

Il teatro classico, quello di prosa, è sicuramente in declino come interesse, tra la gente c’è più la voglia di ridere, di divertirsi un paio d’ore, dunque la scelta ricade più sul cabaret.
A Roma e nella nostra Circoscrizione in particolare si sta registrando un vero e proprio boom ed è per questo che in tanti si cimentano nell’arte della risata

Un aneddoto particolare nel tuo campo professionale.

Il pianto e il contemporaneo sorriso di Gigi Proietti quando l’ho chiamato in scena prima dello spettacolo: stavamo lavorando in "Mezze figure", io ero l’unico attore diretto da lui, diciamo un "figliol prodigo". Non dimenticherò mai quell’emozione...

Cosa provi a far ridere tanta gente insieme?

Far ridere due-tremila persone insieme è un’emozione indescrivibile. Solo chi fa questo mestiere può capirmi: è come essere in preda ai fumi dell’alcool, è come un rapporto sessuale, non dura molto ma è bellissimo, e poi si ricomincia (scatta una risatina di Enrico)

È d’obbligo chiederti se il successo ti ha cambiato.

Partendo dal presupposto che il mio è un piccolo successo, ancora abbastanza contenuto, spero che semmai dovessi raggiungere la notorietà delle grandi platee questo non mi cambi.

Cosa cambierebbe Enrico Brignano dell’attuale società?

Ci sarebbero da cambiare moltissime cose, ma prima di tutto questa mentalità "arraffona, rubona, pressappochista" propria purtroppo di molte persone. C’è bisogno di altruismo!

Per chiudere un saluto ai lettori di Zeus.

Arrivederci al mio prossimo spettacolo e speriamo che vi piaccia come i precedenti. Per ora buone vacanze!

Le interviste
Somm. Lug.'97 - N° 10


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