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Madonnetta: barista picchiato da due balordi
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Rischia di perdere l’uso di un occhio Italo Buonpadre, gestore
del bar di Via di Macchia Saponara 164, situato di fronte al depuratore
del Consorzio Axa.
Domenica 25 gennaio, alle 7.30, poco prima dell’apertura
della sua attività, l’uomo è stato aggredito da due balordi.
Sotto la minaccia di un taglierino e di una spranga di ferro i due gli
hanno intimato di consegnar loro tutti i soldi in cassa ma il barista ha
reagito difendendosi: per tutta risposta è stato colpito con violenza
alla testa.
Immediatamente ricoverato nel reparto di oculistica dell’ospedale
S. Camillo è stato sottoposto ad un delicato intervento.
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Casalpalocco: panettiere derubato a mano armata
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Sono entrati nel forno con la scusa di comprare un pezzo
di pizza.
Ma subito dopo hanno sfoderato le armi, una pistola e una spranga
di ferro.
É accaduto martedì 3 febbraio 1998 alle 17.30 nel forno
La boutique del pane alle Terrazze di Casalpalocco.
I due fornai presenti sono stati costretti a sdraiarsi a terra, dopo aver consegnato
soldi e oggetti di valore per un totale di circa un milione di lire.
I rapinatori erano entrambi giovanissimi.
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Imprenditore dell’Axa si suicida al mare
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L’hanno trovato riverso sul bagnasciuga di fronte allo stabilimento
Bungalow, sul lungomare Amerigo Vespucci di Ostia, con in mano ancora la
Beretta calibro 22 usata per togliersi la vita.
É morto così la mattina di mercoledì 28 gennaio Guglielmo M., 43
anni, grossista di pesce residente all’Axa in Via Tespi.
Lì viveva con i genitori: una vita tranquilla apparentemente senza gravi problemi economici.
L’uomo gestiva una ditta ittica sulla via Ostiense insieme a due fratelli.
Proprio ad uno di loro aveva rubato la pistola che ha poi usato per spararsi: un
colpo solo dritto alla tempia.
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Processo Lìaci: 9 anni al pensionato che
uccise la figlia tossicodipendente
Ha atteso il verdetto della I Corte d’Assise di Roma in
lacrime, con l’espressione assente.
Michele Lìaci, il pensionato di 66 anni che il 5 maggio scorso sparò
alla figlia Maria Teresa nel suo villino di Via Acusilao a Casalpalocco, è stato
condannato a 9 anni, pena da scontare agli arresti domiciliari.
La ragazza, 34 anni, da tempo residente fuori Roma, ex promessa della pallavolo romana,
aveva iniziato a drogarsi da ragazza.
Ma le liti con la famiglia non erano mai terminate: proprio l’ultimo scontro con la
madre aveva provocato l’efferata reazione del padre che, subito dopo aver sparato si
costituì ai Carabinieri.
Per il PM Pasquale Lapadura, che ha riconosciuto le attenuanti generiche e la
seminfermità mentale, fu un "omicidio per pietà, scaturito da
una depressione profonda.
Quasi un suicidio."
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