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A poco più di un mese dal tragico incidente sulla Cristoforo Colombo, quando un pino alto dieci metri si abbattè sull'auto nella quale viaggiavano la povera Natalia Chieruzzi, in seguito deceduta, e suo marito Massimo Crisafulli, tuttora in coma, un altro pino è crollato improvvisamente a seguito delle forti raffiche di vento, questa volta in Piazza Eschilo, all'Axa.
Erano circa le 9.00 del 20 Novembre scorso quando Maurizio Bellagamba, residente ad Ostia, dopo aver appena bevuto in caffè, udiva un forte "crack" e assisteva alla caduta del pino, che si dirigeva lentamente verso la sua vettura, parcheggiata proprio sotto l'albero.
"Sono stati attimi indescrivibili." racconta Bellagamba "Da venti metri di distanza ho visto l'auto scomparire sotto la chioma del pino, ma fortunatamente il tronco ha mancato l'auto di circa un metro e una bacheca pubblicitaria di cemento ha frenato l'impatto dei rami del pino, evitando danni ben più gravi alla mia autovettura."
In quel momento Piazza Eschilo, anche a causa delle pessime condizioni atmosferiche, era deserta e nessun passante è stato coinvolto dalla caduta del pino.
Ma è stato solo un caso fortunato.
Maurizio Bellagamba è infatti il titolare della ditta incaricata della quotidiana pulizia dello spiazzo privato, antistante alcuni negozi di Piazza Eschilo, all'interno del quale si trovava il pino: "Ogni mattina trascorro circa un'ora nella pulizia dello spiazzo. Se la caduta del pino fosse avvenuta solo un'ora prima, forse non sarei qui a descrivervela...."
Ma il pino in Piazza Eschilo non è stato il solo: anche a Via Carneade, sempre all'Axa, altri due pini sono successivamente caduti su una rete di recinzione, anche questa volta senza procurare danni a persone.
Si tratta, in tutti e tre i casi, di pini marittimi, una varietà di pino che si distingue dal più comune pinus pinea per una differente forma di radice (cosiddetta "a succhione" per il pinus marittimo, "a ragnatela" per il pinus pinea).
Il pino marittimo, poco presente all'Axa, è poco adatto ai terreni argillosi, quali quelli della nostra zona, che alle prime piogge si imbevono di acqua, fornendo poca stabilità a una pianta che si ancora al suolo per mezzo di una radice "a succhione" che penetra verticalmente nel terreno per non più di 50-60 cm.
Succede così che quando, come accaduto nei mesi scorsi, a una serie di piogge seguono forti raffiche di vento, i pini marittimi, soprattutto se non potati correttamente, non sopportino le sollecitazioni alle quali sono sottoposti e cadano al suolo.
Come evitare che questo accada?
Innanzitutto potando il pino in maniera adeguata, ossia non eliminando solo i rami laterali più bassi, ma sfoltendone la chioma al centro e dando così modo al vento di filtrare attraverso la pianta, anche se questo rende il pino esteticamente meno gradevole.
Come facilmente intuibile, inoltre, è un'operazione che richiede tempi, e quindi costi, di potatura maggiori per ogni singolo albero e i proprietari del pino possono essere indotti a risparmiare in tal senso, sottovalutandone le conseguenze.
Oppure sostituendo i pini marittimi con alberi (il prunus, ad esempio) più adatti alle caratteristiche del terreno della zona.
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