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Via Bruno Giordano, numero civico 150. Su questa strada , all'interno dell'Infernetto, sorge una casa di tre piani con un grande giardino.
A prima vista sembra uno dei tanti villini che si possono ammirare passeggiando tra le vie di questo quartiere a metà tra zona residenziale e borgata di periferia.
Ma da quella casa sprigiona una luce, piena di speranza e di voglia di vivere.
Se ci si avvicina al piccolo cancello si nota una targa, che sfugge ai molti che trafelati raggiungono il vicino bar ogni giorno.
C'è scritto: A.I.S.M. , Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sclerosi Multipla.
Unico centro della tredicesima circoscrizione, la sede A.I.S.M del litorale romano nasce tre anni fa quando la famiglia Buffetti, dopo la morte di uno dei figli proprio a causa della sclerosi multipla, dona la villetta dell'Infernetto all'associazione che dal 1968 porta avanti una ricerca costante per trovare una cura contro un male che sembra invincibile, che assale gli organi del corpo umano fino a portarli all'atrofia.
Con un sostanziale aiuto economico della famiglia Buffetti, un miliardo di lire circa, e di altri enti quali la Coop, il villino è stato ristrutturato diventando un centro attrezzato e accogliente, dove sentirsi comunque a casa.
"Qui i malati non ricevono un assistenza medica ma sono sottoposti ad una terapia occupazionale" dice Rita Cacciarelli, vicepresidente della sezione.
È lei l'angelo di via Bruno Giordano. Un corpo minuto che da trent'anni combatte contro la sclerosi multipla ma che emana un'energia quasi surreale.
Ha sessant'anni, è moglie, madre e nonna eppure è sempre pronta a darsi da fare per venire incontro alle molteplici esigenze dei malati.
Ogni due mesi il centro ospita gruppi di 15-20 pazienti provenienti da una zona della capitale e i numerosi volontari, tra cui molti obiettori di coscienza, si preoccupano di sbrigare per loro pratiche burocratiche, fissare appuntamenti con i centri convenzionati con le Asl.
Un pulmino dono di "30 ore per la vita" sosta davanti al cancello e viene utilizzato per accompagnare i malati.
Mario, 71 anni, è stato uno dei primi volontari approdati all'Infernetto. Pensionato ormai da dieci anni è il factotum del centro e come tutti gli altri ha una grande forza: "Non si può spiegare a parole la soddisfazione che si prova ad aiutare gli altri. Io qui mi sento utile e quando riesco a fare qualcosa per queste persone mi sento rinascere".
Sorride e torna alle sue mille occupazioni, instancabile.
L'A.I.S.M., di via Giordano è aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 10.30 alle 16.00. I malati si ritrovano tutti insieme per pranzare con i familiari e i volontari. Poi nel pomeriggio si trasferiscono nel laboratorio del seminterrato dove si cimentano in lavori artigianali in cuoio, pelle e legno.
Piccoli oggetti: agendine, cestini e quanto la fantasia di un uomo può produrre, che poi vengono messi in vendita. In occasione del Natale l'A.I.S.M. ha partecipato a "Natale Oggi", alla Fiera di Roma dove ha esposto i propri lavori. Il ricavato delle vendite è stato utilizzato per l'assistenza ai malati.
Si respira davvero un'atmosfera di grande solidarietà in via Giordano: persone unite che lottano su una sedia a rotelle, che non vogliono arrendersi.
Seduti intorno al grande tavolo della sala da pranzo sembrano proprio una grande famiglia: li lasciamo lì, andando via in silenzio mentre dal giardino si percepiscono ancora le risate e il via vai dei volontari dalla cucina.
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