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122 miliardi: è la somma stanziata dall'amministrazione capitolina per realizzare una serie di lavori che interesseranno l'intero territorio della XIII circoscrizione.
Intanto spuntano nell'entroterra cantieri come funghi: Ponte Ladrone, la piazza di S. Giorgio e il più recente in Via Giuseppe Fagnano, senza preavviso.
I residenti ogni mattina si trovano ad affrontare le enormi difficoltà che tutto questo provoca.
E c'è chi si lamenta perché Acilia e dintorni è diventata una landa deserta.
"Ormai è cosa risaputa che ad Acilia vi sono i lavori e l'intero settore del commercio se ne è reso conto, con la presenza sempre più scarsa dei clienti" dichiara un commerciante di via di Acilia.
Chi può dar loro torto, se ogni giorno si percorrono tantissimi chilometri in più con una notevole dispendio di energie e di tempo per arrivare in un posto relativamente vicino?
I cantieri aperti per la sistemazione delle fogne abusive sono resi necessari da chi, contravvenendo alle più elementari norme in materia ambientale, scarica rifiuti di ogni genere, anche tossici, nelle fogne"regolari".
Se è vero che tutta l'acqua arriva a mare, i rifiuti poi ce li ritroviamo d'estate mentre ci facciamo il bagno.
Gli interventi sanitari previsti toccano altre zone come i Monti di S. Paolo e le lottizzazioni abusive di Casaletto di Giano e Monte Cugno, mentre si sta procedendo alla stesura finale della rete fognaria in via Mellano e Via di Ponte Ladrone per arrivare a Malafede.
Altri cantieri verranno aperti tra Ponte Olivella e l'Infernetto, e tra via Macchia Saponara e Madonnetta.
L'assessore Montino, visitando lo scorso febbraio i cantieri dell’entroterra, ha espresso "l'urgenza di risanare l'intero entroterra"!
Ma le opere per terminare l'intera rete idrico-sanitaria saranno varate quando vi saranno altri stanziamenti.
In questo rimpallo di competenze vi è una buona notizia: la costruzione del collettore di Ponte Ladrone che permetterà di dirottare una parte delle acque nere nel depuratore di Tor di Valle.
Siamo in attesa di altri stanziamenti per risolvere il problema delle acque che continuano ad infiltrarsi sotto il manto stradale.
Ma quand’è che saranno finalmente presi in considerazione quei disgraziati che abitano nel triangolo tra via di Acilia, via Prato Cornelio, via Gino Bonichi.
La Circoscrizione per risolvere il problema ha "tappato" i tombini a feritoia che avevano introdotto i residenti stanchi dell'ammollo continuo.
A loro forse arriverà in omaggio un canotto per guadare il mare d'acqua che arriva da monte; acqua che tracima fino ai primi piani dei palazzi comunali di S.Giorgio, esulta nelle cantine di Prato Cornelio, gorgoglia in Via Gino Bonichi dove con moto birichino si dirige verso tombini a "fontanella".
Tanto io vado in macchina!
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