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Proprio da questa sua attitudine letteraria ha ricevuto soddisfazioni e riconoscimenti, scrivendo per il teatro, creando sceneggiature e soggetti per fumetti, pubblicando racconti umoristici, commedie, romanzi giallo-rosa e storico-fantasiosi, quali Tutti gli uomini della Regina, Il Capitano di ventura, Elisa Bonaparte.
Tutti, immancabilmente, evidenziano la meticolosità e il rigore dei riferimenti storici, frutto di approfondito studio e ricerca preliminari, tipico di autore che avrebbe potuto espletare cultura in ben altri ambiti.
La sua natura di uomo schivo e riservato, più dedito alla famiglia e al lavoro che alla mondanità, non gli ha permesso approdi più congeniali; ciò che produceva sapeva porgerlo a tutti con naturalezza, quindi senza tronfietà e con grande generosità. Tutti coloro che lo hanno amato hanno, puntualmente, ricevuto copia omaggio di ogni sua pubblicazione senza che fosse chiesto loro, in cambio, un giudizio critico a termine della lettura, a dimostrazione di quanto potesse essere, oltre che schivo e riservato, poco sensibile all'adulazione.
Era troppo ricco di interiorità, mai avrebbe soggiaciuto o prestato orecchio a sviolinate di qualunque tipo.
Scrivendo queste righe, che sicuramente non gli rendono giustizia anche per la mia scarsa dimestichezza all'encomio, mi sono ben guardato dal redigere l'usuale epitaffio artato ed enfatico, certo che il mio amico Nino sarebbe stato il primo a rifiutarlo e a prendere le distanze dal contenuto.
Ho, molto semplicemente, cercato, non so con quale risultato, di ricordarlo alla mia maniera e farlo conoscere, appena in superficie, a quei pochi che, nel quartiere ove egli ha speso gran parte della sua laboriosa e retta esistenza, non hanno avuto la fortuna di averlo per amico e la sfortuna di perderlo.
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