Nino Stango se n'è andato!
di Pietro Ferranti

L'uomo che tutti avrebbero voluto per amico ha lasciato la sua vita terrena, dopo lungo travaglio, la sera dello scorso 10 aprile. Gaetano Stango, Nino per i suoi innumerevoli amici, avrebbe voluto farlo in punta di piedi, senza clamori, così com'era vissuto. Ma ciò non gli è stato possibile, a causa della notorietà che aveva raggiunto nel Litorale e soprattutto nel quartiere Axa, dove egli ha lungamente, e con grande sagacia, svolto la sua opera in qualità di Consigliere del Consorzio omonimo.
Alcuni or sono aveva dato le dimissioni: non era in completa sintonia con gli altri membri del Consiglio, dai quali, malgrado ciò, ha sempre ricevuto attestati di stima autentica e fraterna.
Fra le tante cose che fece in vita, fu fondatore, insieme a suo figlio Antonio, del mensile Relaxa, dalle colonne del quale hanno avuto risalto articoli, racconti, cronache che ne hanno evidenziato spesso la sottile ironia e le qualità umane insite nel suo animo, senza mai invadere il terreno del cattivo gusto, anche quando voleva esser polemico.

Proprio da questa sua attitudine letteraria ha ricevuto soddisfazioni e riconoscimenti, scrivendo per il teatro, creando sceneggiature e soggetti per fumetti, pubblicando racconti umoristici, commedie, romanzi giallo-rosa e storico-fantasiosi, quali Tutti gli uomini della Regina, Il Capitano di ventura, Elisa Bonaparte.
Tutti, immancabilmente, evidenziano la meticolosità e il rigore dei riferimenti storici, frutto di approfondito studio e ricerca preliminari, tipico di autore che avrebbe potuto espletare cultura in ben altri ambiti.
La sua natura di uomo schivo e riservato, più dedito alla famiglia e al lavoro che alla mondanità, non gli ha permesso approdi più congeniali; ciò che produceva sapeva porgerlo a tutti con naturalezza, quindi senza tronfietà e con grande generosità. Tutti coloro che lo hanno amato hanno, puntualmente, ricevuto copia omaggio di ogni sua pubblicazione senza che fosse chiesto loro, in cambio, un giudizio critico a termine della lettura, a dimostrazione di quanto potesse essere, oltre che schivo e riservato, poco sensibile all'adulazione.
Era troppo ricco di interiorità, mai avrebbe soggiaciuto o prestato orecchio a sviolinate di qualunque tipo.
Scrivendo queste righe, che sicuramente non gli rendono giustizia anche per la mia scarsa dimestichezza all'encomio, mi sono ben guardato dal redigere l'usuale epitaffio artato ed enfatico, certo che il mio amico Nino sarebbe stato il primo a rifiutarlo e a prendere le distanze dal contenuto.
Ho, molto semplicemente, cercato, non so con quale risultato, di ricordarlo alla mia maniera e farlo conoscere, appena in superficie, a quei pochi che, nel quartiere ove egli ha speso gran parte della sua laboriosa e retta esistenza, non hanno avuto la fortuna di averlo per amico e la sfortuna di perderlo.




Se, durante gli anni dell'Università, non avessi conosciuto Nino Stango, sarei probabilmente ancora a Coventry, o addirittura in Galles, a vendere elettroventilatori e a redigere bilanci.
Fu lui a propormi di collaborare alla "sua" rivista, Relaxa, vendendo quegli spazi pubblicitari che sono la linfa di ogni pubblicazione gratuita; sul "suo" giornale scrissi i miei primi articoli; fu lui a trasmettermi la passione per l'editoria, senza la quale
Zeus non sarebbe nato.
La passione che metteva sempre in quello che faceva e che lo portava a storiche litigate con qualche Consigliere del Consorzio Axa, lui che era una delle memorie storiche di questo quartiere e che ha più volte lottato perché rimanesse splendido.
Fu lui, quasi 14 anni fa, a proporre mia madre come segretaria del Consorzio Axa: nella lettera di presentazione sottolineò il fatto che era "moglie di un ufficiale dell'esercito"!
Con la morte di Nino Stango se ne va uno spicchio di questo quartiere.
                                                                                                                  Luca Leonardi

notizie dall'AXA

SOMMARIO Mag. '99 - N° 30
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