Autonomia: alcune risposte
a tanti dubbi
di Caterina Raganella

Sulla tredicesima spirano nuovi venti di autonomia, portati da Comitati vecchi e nuovi che individuano nella creazione di un Comune autonomo la risoluzione dei problemi del nostro.territorio.
Gli abitanti di Casal Palocco ed Axa, fin dalla prima proposta di distacco da Roma, si sono dimostrati contrari a questa risoluzione, probabilmente perché, nel 1989, le problematiche di questi due quartieri residenziali erano di gran lunga diverse da quelle del resto della circoscrizione.
Negli ultimi 10 anni, però, si sono venute a creare condizioni difficili anche per gli abitanti di queste "isole felici": lottizzazioni selvagge, viabilità verso Roma e da Roma impossibile, cattiva manutenzione delle strade comunali, scarso o inesistente interesse per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Insomma gli abitanti dell'entroterra hanno capito a loro spese che il benessere dei loro quartieri dipende dal modo con cui viene gestito dalla pubblica amministrazione.
Molti dubbi permangono, però, sui reali benefici che possono provenire da una realtà comunale autonoma: ciò è dovuto in gran parte alla mancanza di informazione sugli aspetti più importanti del distacco dalla Capitale.
Una delle domande più ricorrenti riguarda l'aumento delle tasse: dall'esperienza del Comune di Fiumicino, sappiamo per certo che imposte come ICI, raccolta rifiuti e similari, al contrario saranno ridotte, come anche il prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici, dal momento che ATAC e AMA (che notoriamente esercitano un monopolio costosissimo) non imporrebbero più i loro costi di gestione.
Si può qui citare di nuovo l'esperienza del Comune di Fiumicino dove si è prodotta una notevole estensione della rete di trasporto pubblico urbano ed una forte riduzione dei costi per l'utente e per la Cassa comunale.
Un altro beneficio portato dall'autonomia sarà la presenza di alcuni uffici della pubblica amministrazione sul territorio: quante volte si è desiderato avere a disposizione, oltre a quelli circoscrizionali, gli uffici comunali, il tribunale e tanti altri, senza perdere almeno mezza giornata nel traffico di Roma?
Ora la realtà di questi quartieri non dipende più solo dalle gestioni consortili che, fino a qualche anno fa, hanno fatto di questa zona una delle più vivibili della città: la sconsiderata crescita dei quartieri dormitorio nell'entroterra, costringe la popolazione ad una logorante e costosa esistenza da pendolari coatti, per studio ed altre attività; a questo si deve aggiungere la presenza turistica estiva che fa salire la pressione antropica, paralizzando completamente il traffico pendolare.
Anche gli investimenti del Comune di Roma sul territorio sono oggetto di perplessità: se si diventa comune li perderemo?
Certamente sì, ma si acquisteranno quelli di istituzioni superiori come Unione Europea, Provincia, Regione, ministeri, perché la capacità di rappresentare le emergenze locali sarà maggiore rispetto a quella di una delle 19 circoscrizioni di Roma.
Chi scrive vorrebbe chiosare con un ultimo aspetto sulla questione autonomia: un famoso film di Nanni Moretti raffigurava i "palocchini" come persone avulse dal contesto sociale e culturale di Roma: tuta da ginnastica, pizza mangiata a casa davanti al videoregistratore, totale mancanza di interesse per ciò che succede intorno.
Non credo che gli abitanti di questi quartieri abbiano avuto giustizia da quel pur piacevolissimo film: la lontananza dal centro cittadino e la mancanza di veri riferimenti culturali sul territorio hanno creato questa visione delle cose nei confronti di chi ha fatto, molti anni fa, una scelta di vita.
Ma ora i tempi sono cambiati, Palocco ed Axa fanno parte di una circoscrizione che, come numero di abitanti, sarebbe il diciottesimo comune d'Italia; la fioritura di nuovi ed organizzati Comitati di quartiere è la dimostrazione della volontà di gestire le proprie problematiche e risorse in modo autonomo e propositivo.
È giusto quindi che si pretendano maggiori servizi, migliore qualità della vita e, soprattutto, responsabilità politiche e amministrative ben definite; ma il comune è l'unico strumento che può consentirne l'attuazione.

Caterina Raganella, addetto stampa del Comitato per il Comune di Roma Marittima

Il decentramento
Somm. Mag. '99 - N° 30

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