C.d.Q. Acilia 2000
Ancora sulla tassa del Consorzio
Tevere e Agro Romano
di Edoardo Foti

Si pensava, finalmente, che la tassa, inviata dal Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano negli ultimi due anni, fosse solo un errore e, come tale, cancellato: La zona di cui parlo e dove abito è stata urbanizzata secondo la legge 167 "Piano di zona 10V-10Vbis", Acilia Sud (Macchia Palocco).
Pertanto parliamo di costruzioni adibite a condomini e case popolari. Due anni fa il Consorzio ha iniziato ad inviare richieste di contributi consortili a qualche proprietario di appartamento.
Da un'indagine fatta dal CdQ le richieste hanno raggiunto circa il 20% dei condomini.
La verifica nella mia scala corrisponde: 2 condomini su 8.
Il sottoscritto è uno dei due. Al mio dirimpettaio (l'altro beneficiario della scala) il Consorzio ha inviato il rimborso della tassa pagata due anni fa e quindi, riconoscendo l'errore, lo corregge.
Diverso il comportamento nei miei riguardi: nessun rimborso, ma richie-sta, per il 1999, di un contributo di l. 83.470. Due anni fa e lo scorso anno la tassa era di L. 33.400. Quindi un incremento del 150%.
A questo punto siamo alla follia. Scopro, dalla scheda che mi è stata recapitata, di essere diventato una Ditta, mi vengono attribuiti due fabbricati e non so più quanti vani.
Non disponendo di tempo libero, telefono all'ufficio di Via del Fosso di Dragoncello.
Mi risponde un funzionario, debbo dire gentile, chiedo chiarimenti, lui capisce e si scusa per le assurdità e disservizi di cui sono fatto oggetto.
Ieri, giorno di apertura dello sportello, c'erano 200 malcapitati che chiedevano chiarimenti.
Una serie di considerazioni: pur ipotizzando che la tassa è giusta, perché un incremento del 150% rispetto all'anno scorso?
Sotto il pavimento del mio appartamento c'è stata un'infiltrazione del Mar Rosso e loro, tempestivamente, me lo hanno prosciugato?
Perché una famiglia di tre persone con un appartamento di 96 mq diventa una Ditta da un anno all'altro?
Certo, me lo augurerei, ma non è così, purtroppo. Perché non si persegue un principio elementare di giustizia contributiva? Se non si è in grado di far pagare la tassa a tutti, non la si chiede e basta.
Perché non si verifica prima quali sono le aree e la tipologia di terreni e fabbricati soggetti a contributo?Mi chiedo, a questo punto, se stiamo parlando di tassa, estorsione, tangente o … cosa?
Se è un consorzio, chi decide quanto debbo pagare? E se il prossimo anno mi chiedono il 200% in più? Le case popolari e quelle di proprietà di Enti pubblici (nel quartiere rappresentano il 50%) pagano qualcosa?
Ho il sospetto che a pagare sono quei soliti quattro fessi (compreso il sottoscritto) e che a decidere nel Consorzio siano quei quattro o cinque grossi proprietari terrieri che hanno titolo e potere nel Consiglio di Amministrazione.
C'è qualcuno che controlla? Ricordo che un principio sostanziale di democrazia è quello che stabilisce il rapporto "orizzontale" tra cittadino e Stato, Enti, ecc.
In Italia è solo "verticale". In questo caso, infatti, "noi ti inviamo una bella tassa e tu la paghi … e basta".
Un mesto saluto da Acilia 2000.

C.d.Q. Acilia 2000
Consorzio Tevere e Agro Romano
Somm. Mag. '99 - N° 30

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