Quei bravi ragazzi
di Simone Navarra

Il saggio riesce, gli interpreti svolgono tutti al meglio il loro ruolo e anche George Feydeau potrà essere contento di lassù.
La dama di Chez Maxim che è andata in scena al teatro Dafne (e che rimarrà in cartellone fino al 2 maggio, c'è quindi tutto il tempo per andare a vederla) chiude la stagione ed è uno dei punti forti del programma, il che si vede e si sente.
Del resto il direttore artistico del teatro, ma anche regista della dama Gianni Pontillo, ha fatto fare uno sforzo supplementare a tutta la compagnia per dare il giusto spazio al grande commediografo francese.

Feydeau è uno di quegli autori, della storia stessa del teatro, che fa fare gli esami a chiunque si accosti ad un suo lavoro. I registi, gli attori, gli scenografi fino ai costumisti ne hanno quasi paura, il pubblico però lo ama, in qualche modo lo richiede.
Queste considerazioni generali si sono tutte verificate con la prima nel piccolo teatro di Via Mar Rosso (fate conto che non ho scritto "piccolo" perché Pontillo si arrabbia).
Sala piena, attori tutti impegnati a sfruttare l'occasione, sforzo massimo per fare buona impressione.
Bravi ragazzi, avete fatto un buon lavoro. I due interpreti principali tengono il ruolo quasi con autorità, anche se qualche volta alzano un po' troppo il tono della voce, agitandosi più del necessario.
Ma l'abitudine al palcoscenico curerà queste che sono e rimangono piccole cose.
Il contorno, a partire da Aruna Dell'Unto alias Gabriella, svolge appieno il suo lavoro.
Ottimo anche Stefano Alessi, che con tre personaggi simpaticissimi lascia un buon ricordo.
Il gruppo della Giocosa Accademia ci ha abituati bene e ormai fare degli appunti diventa difficile.
La mia anima di critico spera e aspetta qualche passo falso, quella di spettatore applaude convinta.

LE RECENSIONI

SOMMARIO APR. '99 - N° 29
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