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Tor Boacciana la si scorge alla sinistra di via della Scafa, in direzione di Fiumicino, confusa in mezzo agli alberi delle barche ormeggiate in gran numero sul fiume.
Pochi la notano e ancor meno la conoscono, ma questa torre fu in passato uno degli edifici più importanti di Ostia.
I bolli di età traianea rinvenuti alla base ci fanno pensare che in origine fosse una lanterna del porto di Traiano (da non confondere con il faro del Porto di Claudio, più grande e famoso ma completamente perduto), oppure una semplice torre di vedetta posta alla foce del fiume, nel punto in cui questo si gettava a mare in età imperiale.
In seguito, data la sua posizione strategica, continuò a venire utilizzata fino a quando la disastrosa alluvione del 1557 spostò la foce del fiume molto più a valle, rendendo necessaria la costruzione di un'altra torre sul nuovo litorale, quella famosa di S. Michele disegnata dalla scuola di Michelangelo.
Il suo nome viene dalla famiglia dei Bovacciani, proprietari di un casale in zona nel XIV sec.; all'epoca la torre era stata già fortificata e resa parte di un sistema di segnalazioni grazie al quale le vedette costiere, poste a distanza di circa 1000 m. l'una dall'altra, segnalavano l'arrivo di pericoli dal mare.
Quella immediatamente più a monte della nostra, costruita "excelsa et rotunda" nel 1427 da Martino V, divenne poi, allo scadere del secolo, il mastio della rocca di Ostia, costruita da Baccio Pontelli per volontà di Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II (quello della Cappella Sistina).
Tor Boacciana viene spesso citata nelle cronache medievali come "Torre di Ostia": è il caso per esempio dello sbarco di Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra nell'anno di grazia 1190, di passaggio per Gerusalemme durante la terza crociata.
Il cronista al seguito ci informa che "... all'ingresso del Tevere havvi una bellissima torre, ma abbandonata..." e che il re, dopo aver messo piede a terra e rimproverato il vescovo di Ostia per la simonia del clero romano, attraverso una via lastricata (la via severiana) si inoltra in "una selva detta Selbedene" (Selva d'Enea, come veniva chiamata in antico la località) "che abbonda di cervi, caprioli e daini."
Molti anni dopo, nel 1420, papa Martino V la fortificò per l'ultima volta (a questa data dobbiamo l'aspetto attuale), poi la succitata alluvione del 1557 la trasformò per un attimo nella base dei traffici marittimi al posto della declassata Rocca di Ostia, ormai lontana più di mille metri dal fiume, fino a quando Pio V fece costruire un km. più a sud la Tor S. Michele.
Oggi Tor Boacciana è stata appena liberata dall'ingombrante presenza di una casa di vacanze che le sorgeva accanto, e si presenta recintata per impedire che il suolo pubblico venga rioccupato. La casa è stata fatta abbattere dalla Finanza circa un anno fa perché era abusiva e perché edificata su zona destinata a parco; i proprietari hanno presentato ricorso perché sostengono che, essendo quell'edificio stato costruito nel 1929, si sottrae alla disciplina della legge 1 giugno 1939 sulla tutela del patrimonio artistico, che impone l'abbattimento degli edifici che deturpino beni storici o monumentali.
Attualmente la Finanza sta controllando altre case in zona per accertarne la regolarità.
Vedremo chi avrà ragione, ma una cosa appare certa: anche se il tribunale dovesse riconoscere che i proprietari della casa hanno subito un torto che va risarcito, difficilmente nell'area archeologica di Tor Boacciana vedremo ancora un edificio privato.
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