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Non sono nessuno per dirle grazie, signor Kubrick, ma ho voglia lo stesso di dirle grazie. Sono un suo fan.
Quello da lei realizzato era il cinema all'ennesima potenza, drogato come solo il cinema riesce ad essere.
Immaginifico, onirico. Perduto in sequenze che tagliavano da destra a sinistra e da sinistra a destra, in un gioco di primi piani tutti con un significato. Lei era il significato.
Nessuno ha interpretato al meglio tutti i generi della storia del cinema come lei: il comico, il drammatico, l'horror.
Tutto lei ha compreso, tutto lei ha interpretato.
Accetti questo tributo da un piccolo giornale locale.
Roma, 1999 (a due anni dal 2001).
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