ZEUS n 28 - Marzo 1999
Editoriale

Diritto di opinione

di Luca Leonardi

Il precedente è senz’altro illustre, ancorché poco frequente: sulle pagine dell’Espresso di circa sei anni fa, Giorgio Bocca e Giampaolo Pansa (mica due qualsiasi!) esprimevano le proprie idee su Bossi e la Lega (la Padania ancora non la avevano inventata...).
Opinioni legittime ma contrastanti. La cosa andò avanti per diverse settimane.
Mutatis mutandis, anche noi di ZEUS, nel nostro piccolo, ospitiamo in questo numero pareri discordi.
Su un argomento, però, ben più importante: la cultura nel territorio e come farla. La dialettica potrebbe continuare, come è continuata su queste pagine per la vicenda Coccarello o per le elezioni al Consorzio di Casalpalocco. O come ampiamente documentabile nella rubrica Maggioranza ... e opposizione, in cui spesso gli stessi problemi vengono visti da due opposte angolazioni. Ma non è questo il punto.
A Milano, chiesi anni fa a un noto giornalista, Luigi Bacialli (scriveva per Il Giornale e l’editore era qualcuno della famiglia Berlusconi...), se la diversità di opinioni in una medesima testata non costituisse motivo di “ricchezza editoriale” per i suoi lettori. Mi rispose di sì, ma anche... che nessun editore avrebbe permesso opinioni diverse dalle sue!
Confesso che ci rimasi male, perché avevo e ho un’idea più alta del giornalismo e dell’editoria.
Forse perché non ho ambizioni politiche, forse perché sono il primo lettore della mia rivista, su ZEUS le voci fuori dal coro sono sempre ben accette, non si parla bene o male di qualcuno a priori e non si critica, come avrebbe detto Totò, “a prescindere”.
Se è una scelta giusta, saranno i lettori a deciderlo: i risultati, comunque, lasciano finora ben sperare!

Gli editoriali
Somm. Marzo '99 - N° 28

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