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Puntiamo il dito su aspetti sociali del nostro territorio già emersi nel numero di febbraio di Zeus, in editoriale e saette.
Il nostro editore ci ricorda che si può fare cultura, e che se gli "sforzi arrivano dai politici è meglio" ... credo che il gratis dell'iniziativa abbia sicuramente incentivato questo aspetto!
Nulla da dire: i politici siedono su poltrone ottenute con i nostri voti.
Ben venga quindi il politico sensibile; ma perché osannare ciò che il cittadino si aspetta normalmente da qualunque politico?
Da quando la riuscita di un progetto culturale è ora motivo di grande meraviglia?
Abbiamo bisogno non solo di lavoro(!) ma anche di aspettative socio-culturali, e vogliamo aggiungere fino alla nausea, " in un territorio così degradato dall'abusivismo, dalla mancanza di qualsiasi infrastruttura per i giovani e gli anziani e dove i politici da trent'anni a questa parte non sono mai, e ripeto mai, stati vicino alla gente - a capire le necessità, se non le proprie".
Ora gridiamo al miracolo. Abbiamo avuto solo quello che è dovuto a tutti i cittadini. Il rilancio delle iniziative culturali nel territorio.
Cominciamo a capire le guerre "per i propri orticelli" e considerare il problema da tutte e due le parti della barricata .
Da questa storia "di periferia" dove la chiacchiera è sovrana, se costruiamo le discoteche accanto alle case, non ci possiamo poi meravigliare delle lamentele, (se è un anziano residente in queste case pensi che non abbia il diritto di riposare?).
Ma una domanda è d'obbligo: " le esigenze di migliaia di giovani" si limitano solo alla discoteca?
E se parliamo del camper che "offre" metadone - ribadisco che è giustissimo che lo stesso stazioni vicino ad un pronto soccorso, ritengo però più giusto che il SERT ad Ostia sia lontano da un asilo e magari inserito in un contesto socio-sanitario come è l'ospedale Grassi. Facendo una breve indagine sui residenti, possiamo affermare che è motivo di grossa preoccupazione quel termine di "squallidi" affibbiatoci, siamo gli stessi che camminiamo però su letti di siringhe.
Ben poco si è costruito per l'entroterra, dove vi sono ancora strade senza illuminazione, tanto per citarne uno, mentre in altre parti del litorale si cambiano lampioni come i vestiti.
In aggiunta, se mettiamo una tensostruttura nell'unico parcheggio ad ore di Acilia, non ci possiamo lamentare se i commercianti gridano - e qui aggiungo che tutti gli utenti gridano e hanno gridato - perché il detto parcheggio in otto ore giornaliere forniva ben 240 posti!.
Vi pare poco in un periodo natalizio dove il commercio tenta di risollevarsi da un intero anno di magra? L'una tantum culturale non risolve ciò che è inesistente nella zona, ha solo la funzione di tampone e di copertura dei tanti problemi che insistono sul territorio. La tensostruttura poteva avere più vasta eco se fosse stata inserita in un'altra area più attrezzata, e nel territorio non ne mancano sicuramente di più idonee e fruibili. Da tutti.
E perché tralasciare l'aspetto più importante, quello della qualità di vita?
Chi non vive il territorio, non vi abita, non si rende conto de visu delle problematiche pronte ad esplodere e a diventare vera emergenza in qualsiasi momento della giornata. In attesa di altre considerazioni, sempre benvenute quando costruiscono. A patto che gli editoriali vengano letti.
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