Un uomo solo
di Simone Navarra

Non si può sapere mai cosa si nasconde dietro i silenzi di un uomo, dietro il suo lasciar fare, dietro una maschera di apparenti risate.
Il pagliaccio che piange, che si dispera, è l'esempio perfetto per un mondo che davanti è costretto a comportarsi in un modo e dietro è libero di fare quello che gli pare.
Così si possono spiegare gli hobbies, le sigarette, la troppa birra e altri piaceri seguendo. Lo spettacolo che abbiamo visto, porta sul palco questo dramma, questa farsa.
Il protagonista è un tale Chicchignola, la sua storia è stata scritta molto tempo fa da un trasformista che abitualmente faceva ridere, Ettore Petrolini.
Dramma che fa ridere, battute e situazioni che creano sconcerto e divertimento, lasciando però quel famoso amaro in bocca.
La storia di un uomo, apparentemente unito in matrimonio con una donna, ma tradito da questa con il vicino di casa ricco e vigliacco.
Il grande tema delle corna, della cosa fatta alle spalle del marito, del compagno, torna qui in uno svolgimento che vuole apparentemente disinteressato colui che soffre, colui che in un angolo deve ascoltare.
La rappresentazione funziona, con le mosse e i tempi che pensiamo giusti, bellissime canzoni originali di Petrolini chiudono e commentano il cambio di scena.
Il protagonista, Piero Beffa, che decide di rifiutare la donna che lo cerca una volta pentita delle sue azioni, funziona perfettamente.
Allo stesso modo il suo avversario, Fabio Avaro, perfetto quando isterico e rosso in viso, controllato e misurato, deve accerchiare e confondere la donna che ha di fronte. Bravi.
I personaggi femminili vengono un po' dietro, ma fanno la loro parte in un complesso che funziona, che non inciampa, che sa il mestiere come i falegnami e i giornalisti.
Arrivederci alla prossima.

Le Recensioni
Somm. Febb. '99 - N° 27

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