Le Saette di ZEUS

Guerre perenni sul litorale

di Davide Desario

"Ben vengano le iniziative per il rilancio del litorale. Purché nessuno tocchi il nostro orticello.".
Sembra essere questo il principio, tanto ipocrita quanto intollerante, che anima i cittadini, gli imprenditori e i comitati di quartiere di Ostia e del suo entroterra.
Già, perché a parole sono sempre tutti d'accordo nel promuovere manifestazioni e kermesse per il rilancio e la valorizzazione culturale e sociale del territorio.
In pratica, invece, non appena qualcuno alza un dito nel loro quartiere o vicino alle loro attività commerciali, non perdono tempo e organizzano clamorose forme di protesta che, puntualmente si trasformano in "guerre di religione".
Di esempi ce ne sono a iosa: guerre contro i decibel delle discoteche in riva al mare, guerre contro le mostre-mercato dei libri organizzate dal Comune a Ostia e ad Acilia, guerre contro i camper per l'assistenza ai tossicodipendenti, guerre contro l'Air Show, guerre contro le isole pedonali o le arene cinematografiche estive.
Guerre, guerre e ancora guerre per la gioia di politici e giornalisti.
I primi, infatti, aldilà del merito e a seconda dell'opportunità del momento, si schierano a favore o contro la protesta senza però, quasi mai, proporre una soluzione.
I secondi, come avvoltoi, si gettano tra i contendenti amplificando i dissapori e aizzando gli animi.
I cittadini, infine, pensano solo al loro tornaconto personale: se amano la discoteca, ad esempio, se ne fregano di quei poveri cristi che vivono nella zona e non riescono a dormire o, al contrario, se vogliono dormire non tollerano la presenza delle discoteche e "se ne fregano" di quei poveri cristi delle esigenze di migliaia di giovani.
A volte, ad arbitrare la situazione , ci sono leggi che però, non è una novità, vanno sempre interpretate e quindi quasi mai soddisfano le parti.
Altre volte, invece, non ci sono neanche le leggi: si tratta esclusivamente di opportunità o di scelte politiche decise dagli amministratori per tutta la città.
E allora ecco che ci si può imbattere in personaggi squallidi che affermano candidamente: "Credo che si giusto che la società aiuti i tossicodipendenti, però non vicino a casa mia".
Certo sarà difficile trovare qualcuno che dica il contrario, ma è anche vero che far parte di una città non significa soltanto godere dei suoi pregi ma anche saper accettare, e dividere equamente, i suoi difetti.
Non è con intolleranza e personalismi, infatti, che si può sperare nella crescita socio-culturale e nel rilancio turistico della XIII circoscrizione.

Le Saette di Zeus
Somm. Febb. '99 - N° 27


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