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E, al pari dei resti delle altre consolari, anche la Via Ostiense possiede un'aura romantica, conferitale dalle tombe e le necropoli che la fiancheggiavano: è grazie a esse che oggi possiamo ricostruire l'aspetto di Dragoncello e Acilia duemila anni fa.
Risulta che all'epoca queste aeree erano molto più cosmopolite di quanto non lo siano adesso; la quasi totalità delle tombe apparteneva infatti a immigrati di origine greco orientale, sicuramente liberti, fattori e contadini che lavoravano nelle vaste fattorie esistenti in zona a partire dal I sec. a.C.: greci, siriani, traci, palestinesi, ecc.
Niente tombe monumentali quindi, ma sepolture semplici e talvolta umili, in grado di restituirci con viva immediatezza la realtà quotidiana del nostro territorio all'epoca dell'antica Roma. Nella mostra al Castello di Giulio II, dal titolo "Dalle necropoli di Ostia: riti e usi funerari", sono ospitati reperti non solo della via Ostiense, ma anche di Pianabella, Fralana (Acilia), Isola Sacra e del suburbio settentrionale di Roma. Tra le particolarità delle sepolture, databili tra l'età augustea e quella traianea, suscitano curiosità i riti magici che dovevano favorire il viaggio nell'aldilà del defunto: il cosiddetto obolo di Caronte, cioè una moneta che veniva data al dantesco nocchiero per traghettare le anime all'altro mondo, oppure i chiodi di ferro che proteggevano da sfortune e malefici, o ancora i gusci di tartarughe considerati dotati di poteri benefici. Quando la mostra chiuderà (ma ancora se ne ignora la data) i reperti verranno sistemati in qualche magazzino della Sovrintendenza, fino a che sarà possibile allestire un museo adeguato.
La strada vera e propria verrà invece smantellata e ricomposta in forma di rudere sopra la galleria all'altezza di Acilia, come già si vede per i possenti blocchi di tufo gettati alla rinfusa tra il prato, oppure trasferita integralmente con l'ausilio di gru e armature d'acciaio, come per i condotti fognari. Quest'ultimo è stato un intervento molto delicato, che ha visto all'opera i più qualificati ingegneri della 'Sapienza'.
Il 'museo all'aperto' prevede anche l'installazione di pannelli esplicativi e calchi per quei reperti che non possano essere lasciati allo scoperto. Questa passeggiata rivestirà una notevole importanza in quanto sarà una delle poche aree a verde attrezzato di Acilia: la sua realizzazione è garantita dai fondi per il Giubileo e dovrà quindi essere obbligatoriamente conclusa entro quest'anno. Tramontata, invece, l'ipotesi di costruire sopra la galleria un edificio museale vero e proprio.
La mostra si visita insieme al bellissimo Castello con questi orari: feriali e festivi dalle 9 alle 13, martedì e giovedì anche dalle 14,30 alle 16,30; chiuso il lunedì. L'ingresso è gratuito, ma consentito a non più di 30 persone alla volta accompagnate da un addetto alla vigilanza.
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