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Dalla strada di accesso, ancora privata e fruibile per gentile concessione dei proprietari, si transita con qualche perplessità verso il centro del quartiere, dove non vi sono esercizi commerciali, tranne un bar e una farmacia, e mancano i telefoni pubblici.
"Le forze di polizia fanno il possibile per arginare il problema dei furti. Ma purtroppo oramai, tra macchine rubate e furti nelle cantine e negli appartamenti, non si vive più".
È uno sfogo amaro quello del cittadino, anche lui vittima della delinquenza: la sua automobile è stata infatti rubata e poi ritrovata danneggiata, con la tappezzeria e i copertoni tagliati, persino la carrozzeria è stata presa a calci.
Quello che lamentano i residenti è l'assenza di controllo da parte delle forze dell'ordine, chiedono quindi più presenze nel territorio e rivendicano il diritto a una vita tranquilla. Interpellati al problema, dalla caserma di Acilia ci fanno sapere che i furti sono opera di extracomunitari, che hanno bisogno di tutto, fiaschi di vino compresi (ecco spiegati i furti nelle cantine); mentre per i furti di automobili puntano il dito verso dei giovani sbandati alla ricerca di emozioni.
Intanto gli abitanti sull'onda di quanto è già avvenuto in altre città del nord Italia, stanno cercando di organizzare delle ronde notturne allo scopo di prevenire o almeno arginare, il continuo ripetersi di fatti delittuosi.
Insomma sarebbe il caso di rivedere tutte le carenze del quartiere conclude il Nostro, che chiede un intervento delle istituzioni " che vengano a confrontarsi e a discutere dei nostri problemi".
Il suo appello resterà inascoltato?
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