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Il 20 gennaio presso la sede consortile dell'Infernetto, si è tenuta la riunione settimanale del Consiglio Direttivo del consorzio "Il Macchione" di Castelfusano.
I consorziati infatti, si battono da anni per tutelare il proprio quartiere, sorto spontaneamente, limitrofo alla tenuta presidenziale di Castelfusano, in una zona ricompresa in 117 ettari, che costituisce un agglo-merato edilizio che stenta ad assumere l'aspetto di vero e proprio quartiere, a causa della carenza di servizi e strutture che, se realizzate, potrebbero consentire uno sviluppo omogeneo e necessario a migliorare la qualità della vita agli oltre 4.000 residenti.
Per una diretta conoscenza della situazione urbanistica del "Macchione, sono stati chiamati ad intervenire i consiglieri circoscrizionali Paolo Stellino e Anita Matteucci, rispettivamente presidenti delle commissioni consiliari permanenti "Ambiente" e "Lavori Pubblici".
Gli argomenti che sono stati trattati nel corso dell'incontro, riguardano i problemi legati alla criminalità dilagante, alla viabilità, alle alberature pericolanti, all'istituzione di un parco pubblico e alla sede attualmente mancante per il Comitato di Quartiere. Ma è anche stato posto l'accento sulle anticipazioni date nello scorso numero di Zeus, concernenti la variante al "Piano delle Certezze" e la delibera comunale sulle opere a scomputo.
L'avvocato Francesco Gioffrè, presidente del consorzio, e Maurizio Biocca, leader del Comitato di Quartiere, hanno caldeggiato con valide argomentazioni la risoluzione definitiva delle istanze.
Secondo i due esponenti, sebbene le opere a scomputo costituiscano un prezioso strumento per il recupero urbanistico del territorio, bisognerebbe alleggerire i meccanismi che generano pericolosi intoppi burocratici, mentre la prevista variante al "Piano delle Certezze", non consentirebbe una razionale ed omogenea ottimizzazione urbanistica dell'intera area, soprattutto per il vincolo am-bientale derivato dalla cosiddetta "fascia di rispetto" della tenuta del Presidente della Repubblica, ormai compromessa dal cemento.
I proprietari dei lotti liberi, capeggiati dal Pietro Ferranti, hanno invece "provocato" i presenti, minacciando di attuare forme di protesta eclatanti, al fine di richiamare un maggior impegno da parte del Campidoglio, che, secondo i protestatari, si attarda nel rilasciare concessioni edilizie che da anni attendono un parere.
Il consigliere Paolo Stellino, che nei giorni precedenti all'incontro aveva monitorato il comprensorio dichiarando di "aver rilevato indicazioni molto utili", ha assicurato di voler approfondire la situazione con gli organi competenti: "Solamente così facendo sarà possibile porre rimedio ad una situazione di degrado urbanistico e ambientale così avanzata. Tenterò di trovare una soluzione assieme agli altri colleghi della Circoscrizione, soprattutto per proteggere coloro che dopo aver atteso per tanti anni una licenza edilizia, devono ricevere oggi ciò che gli spetta di diritto.
Ma occorre anche affrontare alla radice tutti gli altri problemi, ridisegnando una definitiva perimetrazione per le zone edificabili e per la conservazione ambientale dell'immenso patrimonio preesistente in quel territorio".
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