C.d.Q. Acilia 2000
Sogno americano e risveglio italiano
di Edoardo Foti

L'editoriale di Luca Leonardi, pubblicato nell'ultimo numero di Zeus, trattava un argomento complesso e stimolante: il "sogno americano".
Seppure breve, disegnava un quadro attuale e realistico di quel sogno, toccando welfare, burocrazia ed economia.
Quando si guarda allo scenario sociale degli altri, è automatico paragonarlo a quello italiano.
La prima considerazione è che loro hanno un "sogno" e noi un "risveglio".
Quando non è risveglio è solo "sonno", anche se gli italiani soffrono perennemente di "insonnia": i sogni sono un optional.
Per la verità un sogno c'è stato: entrare in Europa. Dal sogno al risveglio è stato un attimo!
Ci siamo accorti, ma lo sapevamo, che "dalla cintola in giù" si aspetta ancora di entrare in Italia.
Il cittadino del Mezzogiorno d'Italia, per essere italiano, paga un "affitto" esoso ed ha l'impressione di vivere in una catapecchia.
Per la miseria, eppure l'Italia è bella! Con un "affitto" in oneri e tasse meno caro potrebbe "affittare" una cittadinanza in Germania, in Francia, in Inghilterra: il nostro è l'unico Paese dove, all'aumento delle tariffe si ha uno scadimento del servizio.
Quando Luca scrive che in America c'è il rispetto del consumatore, è vero.
Ma non è solo una questione di mercato: essere orientati verso il consumatore è una cultura, è una cultura pagare le tasse, assicurare la certezza della pena in tempi umani.
Poche regole ma chiare, una burocrazia al servizio del cittadino e non una sorta di blob che tutto invade ed ostruisce.
Chi fa, o ha fatto, esperienza nel volontariato o ha ricoperto una carica politica a livello circoscrizionale sa perfettamente quanto sia malato di burocrazia questo paese.
Si rischia l'asma e il mal di fegato: quasi sempre il percorso delle soluzioni, sulla carta chiaro e segnato, diventa tortuoso e sbiadito nel tempo.
Certo, nel sogno americano ci sono anche gli incubi.
"Sei povero? Affari tuoi!" scrive Luca.
D'altra parte, se si liberano risorse per la piena occupazione qualcuno deve soffrire.
L'occupazione è fatta di livelli salariali e se stai all'ultimo livello e ti devi pagare l'assistenza medica… c'è da augurarsi di stare sempre in salute!
L'argomento è complesso e stimolante e non può esaurirsi in poche battute.
Secondo il mio modesto parere, quello italiano è un popolo paziente, ma questo non può essere considerato un pregio: la cultura del dovere e dei sacrifici sembrano essere entrati nel nostro DNA e, del resto, con le sole chiacchiere in Europa non saremmo mai entrati.
Mi augurerei una maggiore presa di coscienza dei propri diritti e pretenderne il rispetto in modo civile.
La forte crescita del volontariato sembra segnare un'inversione di tendenza.
È chiaro che, se non si partecipa un po' di più alla vita sociale e alla politica, sono solo i politici a occuparsi di noi.
E non basta aprire l'ombrello, poi, per "pararsi".

C.d.Q. Acilia 2000
Somm. Febb. '99 - N° 27

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