ZEUS n 27 - Febbraio 1999
Editoriale
Teatri delle città e Libri in festa
di Luca Leonardi

Ci si può occupare di cultura in molti modi e secondo le proprie attitudini: scrivendo, recitando, creando opere d’arte, informando, organizzando mostre o premi, proiettando o recensendo.
Dando, ognuno, qualcosa di proprio a tutti. O a nessuno, perché non sempre l’opera del proprio ingegno trova ammiratori.
Se poi gli sforzi vengono premiati dal pubblico, è una gran gioia: l’emozione di un applauso, lo sguardo partecipe, la risata sonante, la critica positiva sono la droga a cui chi sceglie di diventare artista non può rinunciare.
Questo mese, però, voglio sottolineare gli sforzi “culturali”, e premiati, di una particolare categoria di persone, che alle luci dei riflettori è forse meno abituata e, comunque, per ben altro genere di performances: i politici.
Un politico, tralasciando hobbies e interessi personali, può fare cultura in un solo modo: promuovendola.
Non è facile riuscirci, a maggior ragione quando le realtà in cui si va ad incidere non sono abituate a un certo genere di attività culturali.
Teatri della città e Libri in festa hanno costituito forse il primo riuscitissimo tentativo di portare cultura vera ad Acilia: altre iniziative private, seppur altrettanto lodevoli e animate dalle migliori intenzioni, sono naufragate miseramente.
“Va bè, la gente viene perché è gratis!” dirà qualcuno. E qui sta la felice intuizione: invece di organizzare, a spese del contribuente, il solito maxischermo abbinato a un qualche evento sportivo, l’elezione della classica miss o la sagra del chissacchè, la XIII Circoscrizione ha portato teatro, danza, musica e libri in un entroterra che non ne aveva fame e che non ha deluso le aspettative. A pensarci bene, è l’uovo di Colombo.
Complimenti vivissimi!

Gli editoriali
Somm. Febb. '99 - N° 27

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