Decentramento: tutti d'accordo?
di Silvia Tocci

Comune sì, comune no.
Questa volta gli abitanti della Tredicesima sarebbero pronti ad accogliere positivamente un nuovo referendum per l'istituzione di un comune autonomo? I cittadini, sono consapevoli dei cambiamenti che apporterebbe la nascita del nuovo Comune di Ostia? Ed eventualmente come risponderebbero?
La soluzione dei quesiti è stata oggetto di vari dibattiti tra chi si occupa giornalmente della nostra circoscrizione, editori e giornalisti inclusi. Proprio alcuni di loro hanno partecipato, lo scorso 25 gennaio su GBR, alla trasmissione televisiva Vox populi, condotta dal consigliere circoscrizionale di An Fabrizio Testa, per discutere della situazione in cui oggi versa l'amministrazione del territorio e su come potrebbe cambiare in caso di risposta positiva ad un imminente referendum. Sono state sottolineate le differenti reazioni alla proposta re-ferendaria nei vari quartieri, accomunati finora sotto la dicitura di XIII Circoscrizione, ma in cui convivono realtà molto diverse fra loro. Uno dei problemi a cui attualmente è più urgente porre rimedio è proprio quello della preparazione e dell'informazione dei cittadini sull’eventuale passaggio da Comune di Roma, a "Comune di Ostia".
Ma come si è arrivati a formulare l'idea di un comune autonomo? Sono trascorsi molti anni dall'approvazione delle leggi 281 e 142 sull'autonomia amministrativa, realizzata per trasformare la XIII in un laboratorio politico del decentramento, anticipando la divisione "virtuale" di Roma in Aree Metropolitane, soluzione però avvenuta solo "sulla carta".
"Queste due leggi sono ormai cosa vecchia - ha ribadito Giulio Mancini, capocronista de Il Messaggero a Ostia - quindi riprende corpo l'ipotesi di un referendum per il comune metropolitano autonomo.
Credo comunque che ciò che è accaduto durante il primo referendum dell'89, al quale si rispose con un secco no, potrebbe avvenire di nuovo, poiché parte del Lido ancora teme un salto nel buio e nell'entroterra vige ancora il motto meglio periferia di Roma che di Ostia".
L'editore de Il Giornale di Ostia, Gianni Sepe, è invece più ottimista: "Nel 1989 il referendum è finito con la 'disfatta' del comune di Ostia poiché la situazione era differente. Più che al progetto si pensava quasi esclusivamente alla vittoria di un colore politico rispetto ad un altro. Oggi la città mi sembra pronta ad andare avanti con le proprie risorse, i cittadini sanno che l'autonomia dal Campidoglio porterebbe novità positive, come infatti è stato per il neonato Comune di Fiumicino. Tanto più che, attualmente, in merito al progetto non vi è nessuna conflittualità politica".
L'editore di Zeus, Luca Leonardi, ha infine dichiarato che: "Oggi grazie ai nuovi mezzi d'informazione nati in XIII, e soprattutto nell'entroterra, la cittadinanza è più consapevole di quello che accade intorno a sé.
Ovviamente gestire un piccolo o medio centro cittadino è più facile che organizzare e accontentare i bisogni di una metropoli come è Roma. Ne è prova lampante l’amministrazione di due realtà-gioiello come l’Axa e Casalpalocco, che tutta Roma ci invidia. Grazie a delle convenzioni stipulate negli anni ‘60 con il Comune di Roma, i rispettivi consorzi hanno già da decenni ottenuto la delega di funzioni come la manutenzione stradale e delle aree verdi. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti!”.
Ho chiesto al nostro editore se ritiene che, per Axa e Casalpalocco, il decentramento sia in effetti già una realtà “in corso d’opera”.
“Sai quand’è che le amministrazioni consortili trovano le maggiori difficoltà di gestione del territorio? Nei casi in cui è richiesta l’approvazione o l’intervento del Comune di Roma: allora i tempi di attesa si fanno biblici. Se sono invece esclusivamente i Consorzi a dover intervenire, il problema viene risolto in un paio di giorni. Il nostro è un decentramento “parziale” ma che ha dimostrato di poter funzionare, grazie soprattutto ai consiglieri consortili che si sono occupati nel corso degli anni dei due quartieri.
Perché le idee camminano con le gambe degli uomini...”

Il decentramento
Somm. Febbraio '99 - N° 27

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